Azzurri, certezze e punti di riferimento
Il nuovo corso di Gian Marco Remondina è partito da basi solide, fra un mese si saprà dove può arrivare la squadra
CARRARA. In una decina di giorni di lavoro, Gian Marco Remondina ha avuto il grande merito di ridare certezze e punti di riferimento a una squadra scossa e impaurita. La società, lo abbiamo già detto in tempi non sospetti, ha perso almeno due settimane nel trattenere mister Braghin dopo l’uscita infelice in sala stampa dopo il match con il Pavia: «Siamo una squadra da C2», al di là del contesto, è un concetto che non può mai essere detto pubblicamente. Oltre tutto, quando non è vera, perché il livello della C1 non è certo eccelso, e comunque in squadra c’è gente che la C1 l’ha già fatta, è stata anche in categoria superiore, e con il lavoro e l’applicazione si fanno passi da gigante.
Indietro non si torna, ma contro Lumezzane e Savona abbiamo sprecato due occasioni d’oro per arrotondare la classifica.
Un esempio lampante di cosa vuol dire la fiducia, la carica di un allenatore, si è avuta da Geroni: a Lumezzane aveva debuttato da titolare per l’assenza di Calvi, Braghin lo vedeva solo come sostituto di Calvi perché nella sua idea - così si è capito - il centrocampo a tre prevedeva comunque un interno e due esterni larghi. Geroni, demotivato, in mezzo alle folate dei bresciani, era apparso spaesato, sempre in ritardo. Nei primi venti minuti il Lumezzane poteva già aver fatto due-tre gol.
Il calcio, a ogni livello ma soprattutto in C1, è anche autostima, convinzione, i giocatori sono persone come le altre e hanno bisogno di sentire un clima di unità d’intenti. Il nuovo corso di Remondina, un cuore azzurro a tutto tondo, protagonista di mille battaglie nelle quali ha sempre dato tutto, è ripartito dai concetti base: prima di tutto, non prenderle, occupando il più possibile ogni zona del campo e andando ad aggredire i portatori di palla; squadra corta e raccolta in fase di non possesso, e poi via pronta ad allargarsi e a non dare punti di riferimento quando si ha il pallone. Un 4-3-3 pronto a trasformarsi in 4-5-1 in ripiegamento, con i centrocampisti che a loro volta andavano a inserirsi in appoggio agli attaccanti in fase d’attacco.
Risultato, un primo tempo sempre avanti, con la Pro Patria che non sapeva raccapezzarsi, e una ripresa in cui in contropiede la Carrarese ha avuto almeno tre-quattro occasioni nitide per segnare il tris. Poi ci vuole anche un pizzico di fortuna, il palo di Giannone e la traversa di Bruccini avrebbero potuto riaprire la gara, ma al tirar delle somme, non ci sono dubbi che la vittoria sia stata pienamente meritata.
Adesso, se non altro la Carrarese non è più ultima, ed è un bel sollievo. Ha scavalcato la stessa Pro Patria e il Pavia, che adesso è il fanalino di coda con sei punti. Alla fine del girone d’andata mancano cinque partite e, come ha ripetuto lo stesso Remo, sarà a fine dicembre che si potrà dire compiutamente dove può arrivare questa squadra e se c’è bisogno di correttivi. Il primo obiettivo è recuperare tutti gli effettivi: domenica contro il Sudtirol Alto Adige rientreranno nei ranghi sicuramente Benassi, Belcastro e Tognoni, l’auspicio è di recuperare anche Vannucci e Zanchi ma non è detto, i tempi per Cellini e Brondi sembrano un po’ più lunghi. Se Cellini recupera in pieno, con la crescita di Ademi e l’adattamento al nostro campionato di Nikodijevic, l’attacco basato su Merini e Mancuso potrebbe anche essere a posto, visto che comunque anche Tognoni è un attaccante esterno da tridente e non un centrocampista in un centrocampo a tre (al limite, in una mediana a cinque può essere l’esterno destro, altrimenti fa fatica).
Anche in difesa, le alternative non mancano, soprattutto se i giocatori mantengono la concentrazione mostrata a Busto Arsizio. La coperta sembra un po’ corta a centrocampo: ci sono diversi giocatori un po’ simili (Dettori, Belcastro, Beltrame, Pescatore), ma di giocatori di peso alla fine ci sono solo Calvi e Geroni, un po’ poco. D’accordo che non ci sono retrocessioni, ma bisogna anche guardare al futuro: se arrivasse un giovane di prospettiva con certe caratteristiche di interdizione e costruzione, tipo Taddei, Conti, Redomi (per indicare il tipo di giocatore), da far crescere, non sarebbe male. La società ha già detto a Remo di essere disponibile, e quindi sulla base delle sue indicazioni (che ovviamente potrebbero essere ben diverse rispetto a queste nostre riflessioni) senz’altro interverrà.(m.b.)
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