Il Tirreno

Testa e gambe, Remondina ci crede

Testa e gambe, Remondina ci crede

Il mister anche ieri ha fatto allenare la squadra: «Ci sono dei valori, ma dobbiamo riuscire a tirarli fuori»

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CARRARA. Domenica di lavoro per la Carrarese di Gian Marco Remondina, e anche oggi di nuovo allenamento: l’anticipo di sabato (tutta la C1 è stata anticipata) costringe a rivedere i piani della settimana tipo, ma da un certo punto di vista fa anche comodo mantenere la ciotinuità di lavoro perché c’è molto da fare, quando una squadra dopo nove giornate ha raccolto solo cinque punti e, dei sei gol segnati, cinque sono arrivati nella prima giornata, e uno nella nona.

Remondina l’ha già detto ma ripete il concetto: «Dobbiamo lavorare molto sia dal punto di vista fisico che sotto il profilo psicologico, ben sapendo che nessuno ha la bacchetta magica ma che solo con il lavoro, con tanto lavoro, si può sperare di invertire la rotta». Due stagioni fa Remondina aveva vissuto un’esperienza analoga a Salò dove era subentrato alla sesta giornata, riuscendo poi a salvarsi senza playout.

«Certe situazioni, e non lo scopro davvero io ma è risaputo, si risolvono nel tempo: l’obiettivo è riuscire a dare un’anima alla squadra, e per fare questo non lo puoi fare nel giro di poco; bisogna insistere sulla testa e sulle gambe, sono due paralleli, che corrono uno a fianco all’altro e devono marciare verso un’unica direzione. Adesso sto insistendo molto sull’aspetto mentale, che poi è quello decisivo: se giochi pensando di essere i più scarsi, non vai da nessuna parte, e invece secondo me questa Carrarese non è da ultimo posto, ha dei valori, e bisogna tirarli fuori».

Non c’è il rischio che, senza retrocessioni, prevalga una certa rassegnazione? «Non credo proprio: ho visto molte partite e anche quest’anno in prima divisione c’è comunque agonismo, nessuno ci sta a perdere, i giocatori non vogliono fare figuracce. I miei giocatori li conosco tutti perché bene o male li ho incontrati quasi tutti, gli anni scorsi, o li ho visti quest’anno: chi merita, gioca».

Carrara, una piazza particolare per Remondina: «Intanto mi ha fatto piacere che tanti miei ex compagni, i vari Corsi, Cacciatori, Cupini, Lombardi, Zerbio, mi hanno chiamato, facciamo parte tutti di una famiglia, che ha avuto la soddisfazione di portare diecimila persone, grazie ovviamente al comandante Orrico, Guerra, Gaspari Menotti, Mannoni, Bacciola e gli altri che hanno creata quella situazione. Però, lo ripeto: sono situazioni diverse, se si fa l’errore di pretendere oggi quello che faceva quella squadra, siamo fuori strada. Il calcio è cambiato, ed è giusto che questa squadra faccia il proprio percorso, e che abbia una propria anima; lo spirito vorrei che fosse lo stesso».

Mercato? «Fra un mesetto, quando avremo visto com’è la situazione, mi piacerebbe di avere la possibilità di muovere qualcosa, nei parametri della società, ma se c’è da fare qualche accorgimento, la proprietà e Turotti mi hanno già assicurato che si potrà fare».

La mente è alla Pro Patria: «Solo la partita dà una misura del punto in cui sei del percorso. La Pro Patria ha gicoatori importanti, da Giannone a Serafini a Bruccini; la caratteristica di quella squadra, che ho vista a Vicenza, è di essere rapida, veloce; una squadra che negli ultimi due anni ha di fatto vinto due campionati, perché l’avrebbe vinto anche l’anno prima senza penalizzazioni. Una squadra ostica. Ma ci saremo anche noi: vedo nei miei applicazione, volontà di fare».(m.b.)

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