Il Tirreno

«Abbiamo un bel gruppo, ma è un brutto periodo»

«Abbiamo un bel gruppo, ma è un brutto periodo»

Il terzino Bugliani si confessa dopo il ko subito dalla Massese a Chioggia «Avversari più forti nel palleggio, noi abbiamo corso tanto e inutilmente»

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MASSA. Si è rotto qualcosa o semplicemente l'organico non è all'altezza? Sono queste le domande che il popolo bianconero si sta ponendo dopo il nuovo passaggio a vuoto che ha riportato nuvole nere sulla testa della Massese alle prese con gli evidenti segnali di difficoltà mostrati a Chioggia. A dire il vero sono un po' tutte entrambi gli aspetti nel senso che, quando le cose vanno male, di conseguenza può rompersi pure qualche meccanismo mentale che, unito ai limiti tecnici della rosa, favorisce la frittata.

Una frittata indigesta che in un campionato come quello di serie D significa staccarsi rapidamente dalla prima posizione (l'unica che garantisce il salto di categoria) rischiando di essere condannati ad un campionato anonimo dove le motivazioni vengono a scemare. Il lavoro più difficile sarà appunto quello di tenere alta la tensione, un compito che graverà soprattutto sulle spalle dei giocatori più esperti deputati a strigliare e motivare i più giovani evidentemente inesperti nel gestire i momenti difficili soprattutto in una piazza come quella bianconera che, palesemente o meno, vuole stare ai vertici.

Contro la Clodiense si è rivisto in campo anche il terzino Giacomo Bugliani, uno degli elementi da cui può ripartire la rabbia agonistica e il raziocinio. «Anche se abbiamo perso - ha detto Bugliani al termine della partita con la Clodiense - sono fiducioso perché siamo un buon gruppo, giovane e che ogni settimana si impegna al massimo e sono convinto che, come l'anno scorso, possiamo migliorare molto e crescere molto durante la stagione. Tornando alla partita, personalmente sono contento di essere tornato titolare dopo un mese, peccato per la sconfitta con la Clodiense che è stata più brava sotto il profilo del palleggio mentre noi abbiamo corso molto senza palla e ad un certo punto siamo scoppiati. Poi è arrivato questo gran gol al di là del fatto che non hanno avuto molte occasioni nitide, forse ne abbiamo avute più noi, però, ripeto, loro hanno avuto un palleggio migliore del nostro».

Parole sante ma il tempo stringe e in attesa della riapertura del mercato occorre tirare fuori gli attributi per mantenere accesa quella piccola fiammella che ancora non si è spenta del tutto. Ciò significa, prima di tutto, battere la Fortis Juventus senza guardare la classifica per un po'; in seconda istanza, ritrovare quella cattiveria agonistica per arrivare alla fine del mese nella migliore maniera possibile. Dopodichè, sarà la società a dover intervenire per rinforzare la rosa, sempre che la classifica lo consenta o, per dirla meglio, lo consigli.

Alessandro Tabarrani

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