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Azzurri, il primo test è oggi in famiglia

Azzurri, il primo test è oggi in famiglia

Appuntamento allo stadio per una sgambata. Remondina ribadisce: «Datemi un mese di tempo per valutare cosa serve»

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CARRARA. Oggi prima partitella per la Carrarese di Gian Marco Remondina, alle 14,30 allo stadio, una sgambata in famiglia di circa novanta minuti. Un mese di tempo per farsi un quadro generale della situazione e poi cominciare a tirare le somme a trecentosessanta gradi. E' quanto chiede Remondina prima di poter stilare un bilancio generale che toccherà tanti aspetti: lo staff tecnico, l'attuale rosa e possibili rinforzi da richiedere alla società. Un concetto che l'allenatore ha puntualizzato durante “Sport Talk-Show” di Ttnews24. Tantissim i messaggi di auguri. Il primo punto affrontato è stato proprio quello della condizione atletica dell'organico. Il mister azzurro ha spiegato che «Per poter parlare della condizione fisica dobbiamo cominciare a fare delle partite. La condizione atletica di una squadra si può vedere in allenamento, ma soprattutto in partite giocate a tutto campo per novanta minuti. Solo così si riescono ad avere dei segnali più importanti. Modificare la preparazione? Sono attento, guardo, però le responsabilità le ho solamente io per cui le direttive le darò io». Remondina è arrivato insieme al collaboratore Andrea Tedeschi, però almeno per il momento il vecchio staff tecnico rimarrà al suo posto. «Non conosco le persone che compongono lo staff – ha spiegato Remondina – quindi prima preferisco conoscere e poi giudicare». Altro punto caldo, quello del mercato. Alla Carrarese sono stati affiancati i nomi dei fratelli Bortolotto: Roberto ('85) attaccante ex Tritium svincolato ed Enrico ('81) centrocampista della Novese. «Li conosco bene – la replica di Remondina - ma per adesso non ho motivo di pensare al mercato. Sono due buoni giocatori, ma la filosofia della società non è quella di andare a ingaggiare giocatori di una certa età. Se fra un mese, dopo aver valutato bene la squadra, si potrà pensare a qualcosa, la società ha dato la sua disponibilità a venire incontro alle mie eventuali richieste. Alla Carrarese manca un incontrista? Secondo me no, visto che abbiamo Calvi. Lui è un pivot, è altissimo per cui può prendere le palle di testa davanti alla difesa, sa contrastare e sa impostare. Certo, non è rapidissimo, ma è senz'altro un giocatore che può fare quel ruolo. Questa è l'unica cosa che posso dire. Quello che manca a questa squadra non posso ancora dirlo. Contro la Pro Patria ci mancheranno tre squalificati (Benassi, Tognoni e Belcastro) e due infortunati (Cellini e Vannucci). Giocheremo senza cinque pedine importanti, però avrò la possibilità di valutare anche gli altri giocatori e questa non è cosa da poco».

E riguardo al modulo: «Preferisco aspettare e decidere tra qualche giorno, diciamo la settimana prossima. La cosa principale è quella di riuscire a risollevare le sorti della Carrarese. Se guardiamo l'organico, sulla carta questa non è una squadra da ultimo posto. Dobbiamo far vedere alla gente che si lotta ogni partita e rendere la vita difficile agli avversari. I risultati possono essere figli di episodi, ma l'atteggiamento e l'approccio alla gara non si possono sbagliare».

Remondina ha ricordato anche il centro di Luni, che da quest'anno è stato abbandonato: «Luni è un centro mitico per quanto mi riguarda, perché gli anni migliori e le soddisfazioni migliori le ho avute lì. Gli insegnamenti che abbiamo avuto tutti noi dal mister Corrado Orrico ti rimangono dentro. Quelle regole, alcuni concetti di gioco sono validi tutt'oggi. L'idea lanciata da Cecchinelli assieme a Orrico e a tutto lo staff, cioè creare un vero un centro sportivo come Luni, era paragonabile forse solo a Milanello. Lì si potevano costruire davvero i giocatori: prendere ragazzi giovani e farli crescere sotto l'aspetto tecnico, ma anche comportamentale e prepararli ad affrontare la vita da professionista».

Luca Santoni

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