Il Tirreno

«Duro lavoro, ecco come si risale la china»

«Duro lavoro, ecco come si risale la china»

Mister Remondina si presenta: «Emozionato e contento, questi giocatori sono da C1 e non meritano l’ultimo posto»

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CARRARA. «Il mio credo principale è il lavoro e anche qui ci sarà da lavorare duro dal lunedì alla domenica perché è solo cosi che si ottengono risultati». Si presenta così Gianmarco Remondina nella conferenza stampa alla presenza del dg Sandro Turotti, del presidente Andrea Pasquini e dell'ad Lorenzo Trombella. Un Remondina visibilmente emozionato che torna a Carrara dopo circa 30 anni in tempi assai diversi da com'era nei mitici anni '80: allora si inseguiva un sogno chiamato serie B, al Dei Marmi c'erano 15mila persone, ora invece tutto il contrario con un ambiente caldo e allo stesso tempo depresso che solo una bandiera come lui può riportare almeno in una condizione più accettabile.

Mister, emozionato per questo ritorno a Carrara?

«Sono emozionato e contento, ritorno in una piazza che ho nel cuore, all'epoca era una piazza incredibile, inseguivamo un sogno e avevamo un maestro come Orrico che ci conduceva. Adesso arrivo con tanta voglia di fare bene e il primo obiettivo è quello di ridare dignità alla classifica. Questa squadra non merita assolutamente l'ultimo posto, ne sono convinto, perché questi sono giocatori che possono fare la C1 e bene, hanno giocato pure in categorie superiori. Ora datemi un mese di tempo per capire perché la squadra ha fatto solo cinque punti. La prima cosa da fare è quella di ricreare entusiasmo nei giocatori perché senza entusiasmo non si va da nessuna parte. E l'entusiasmo si crea anche con allenamenti duri, settimane dure che devono portare a risultati. Credo che la squadra debba lavorare e avere un cuore e un'anima».

Qual è il suo credo?

«Credo che nel calcio conti il lavoro. Anche qui ci sarà da lavorare duro perché serve questo. Io credo poi che le questioni tecniche e tattiche vengano dopo il carattere. Se non hai il carattere non vai da nessuna parte. E' su questo che bisogna lavorare. Questa squadra l'ho già vista e so che le qualità tecniche ci sono. Ci sta che ci sia pure un problema psicologico, ma credo anche che i giocatori debbono essere supportati. E' vero che l'umore della piazza non è dei migliori, ma il pubblico deve stare vicino alla squadra. Diamoci un mese di tempo per capire. La società si è messa a mia totale disposizione, il direttore mi ha dato ampie garanzie anche sulla possibilità di intervenire sul mercato. Se ci sarà da fare qualcosa lo faremo. Il rammarico c'è ed è da parte di tutti ».

Come modulo lei adotta spesso il 4-3-3. Pensa sia il modulo piu' adatto?

«A Busto Arsizio avremo tre squalificati (Tognoni, Belcastro e Benassi) oltre a due infortuni di due pedine importanti come Vannucci e Cellini. Ora sul campo vedremo come preparare al meglio questa gara poi magari quando ci sarà l'organico al completo potremo fare diverse valutazioni. Adesso sabato vediamo di fare un'amichevole in famiglia per capire. C'è da lavorare duro dal lunedì alla domenica. Questo è il mio credo. Ho visto la Carrarese due volte, con l'Entella e con la Reggiana, due gare diverse. Dobbiamo far sì che si riveda la squadra combattiva vista con l'Entella alla seconda di campionato».

Ha sentito per caso il tuo maestro Orrico?

«No ma mi piacerebbe incontrarlo. E' stato davvero importante nella mia carriera da giocatore e da allenatore. Non lo vedo dal 2008 quando ci siamo visti alla festa del centenario. Mi piacerebbe davvero rivederlo».

Presente alla conferenza stampa anche il dg Sandro Turotti il quale commenta: «Siamo tutti rammaricati per questa situazione. Preso atto che non si poteva andare avanti con Braghin ho contattato subito Remondina, che è anche l'unico allenatore che ho chiamato. Ci siamo incontrati e abbiamo raggiunto un accordo. Ora bisogna lavorare per il bene della Carrarese».

Riguardo invece al preparatore Castellani? «Castellani rimane. Nel calcio il responsabile sullo staff tecnico è l'allenatore. Si allontana un preparatore atletico se l'allenatore non è soddisfatto del suo lavoro o i giocatori si lamentano del suo atteggiamento. Qui questa cosa non è mai successa. Quindi non vedo perché debba andar via». Ma è lo stesso Remondina ad ammettere che il suo collaboratore Andrea Tedeschi si occupera del lavoro a 360 gradi, anche della preparazione atletica. (l.b.)

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