Gioco
Ma non basta vincere dal punto di vista amministrativo
Si può essere una società modello dal punto di vista amministrativo e al tempo stesso, da 14 mesi, collezionare solo sconfitte? La realtà è questa: la Carraree paga regolarmente stipendi, contributi,...
Si può essere una società modello dal punto di vista amministrativo e al tempo stesso, da 14 mesi, collezionare solo sconfitte? La realtà è questa: la Carraree paga regolarmente stipendi, contributi, sta ripianando (ed è, come noto, la priorità) un pregresso importante, è una società sana e solida ma poi, alla domenica, è un disastro: l’anno scorso, 19 sconfitte e record negativo di punti (solo 21 su 60). Quest’anno, idem: cinque punti in otto gare, con alcune delle partite alla portata già sprecate (vedi Reggiana, Pavia, Feralpi Salò, in parte anche il Lumezzane).
Un primo problema è sicuramente tecnico: nel difficilissimo girone B dell’anno scorso la squadra era stata costruita con troppi ragazzi inesperti e quando si aggiustano in corsa le squadre sono difficilissime da riaddrizzare (a meno di interventi pesanti).
Quest’anno, in un girone A decisamente più abbordabile e tecnicamente mediocre (se Venezia e Vicenza possono aspirare in alto, allora la Carrarese della C2 di tre anni fa avrebbe stravinto anche questo campionato), la Carrarese ha fatto di nuovo la scelta, che si sta rivelando deficitaria, di puntare tutto su brevilinei: dove c’era Venitucci, adesso si va da Tognoni a Beltrame, da Belcastro a Dettori a Cellini, tutti giocatori che fisicamente si assomigliano; l’unico che in mezzo ha un po’ di presenza è Calvi, ci sarebbe anche Geroni che ora come ora è lontanissimo da una condizione accettabile. Ci sono poi oggetti misteriosi o semi-misteriosi, come Ademi, Nicodijevic, lo stesso Pescatore utilizzato col contagocce, Zanchi infortunato, Videtta in grave difficoltà sulla corsia sinistra. Una squadra strutturalmente mediocre, aggravata dall’avvio di stagione-no di Merini e Mancuso (Cellini infortunato), che per fare risultato dovrebbe essere sempre al massimo della forma e giocare con straordinaria intensità. Ma spesso ha giocato gare amorfe, come con la Reggiana, la ripresa di Pavia e l’incredibile secondo tempo di Lumezzane. Sicuramente ingeneroso, come fanno i tifosi, parlare di società assente; ma qualcosa, questa società, deve cambiare, per non continuare a buttare a via soldi, e vincere solo il campionato della serietà amministrativa, collezionando figuracce come a Lumezzane. Servono scelte coraggiose: intanto, essere più presenti (e non il solo Turotti e Marco Ricci) anche in trasferta. Far sentire di più ai giocatori il fiato sul collo: disarmante che domenica dopo la partita Turotti abbia detto che aveva visto male i giocatori in partitella. Perché non li ha portati in ritiro? I giocatori che sono andati in discoteca hanno sbagliato tempi e modi, ma nessuno aveva imposto loro il ritiro, come sarebbe stato d’uopo dopo una prestazione indecorosa.
Buffon, che è un vincente, non crediamo che voglia passare alla storia come il presidente che ha risanato la Carrarese ma che l’ha portata al record storico di sconfitte sul campo. A nostro avviso, Gigi Buffon dovrebbe ritagliarsi almeno una giornata in cui affrontare un’analisi a tutto tondo su quello che è successo in questi mesi, vedersi le cassette delle partite, farsi un’idea, e poi trarre le conseguenze. E’ vero che è l’anno zero, ma non vorremmo che alla fine lo zero fosse delle vittorie (o dei gol) segnati in casa. (m.b.)
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