Sicurezza
Azzurri, l’ira dei tifosi è contro tutti
La città riempita di striscioni, mentre i giocatori che domenica sera sono andati in discoteca si scusano con la città
CARRARA. Giorni di fuoco a suon di comunicati, accuse, smentite, ira dei tifosi e prestazioni a dir poco deludenti. Il momento della Carrarese sta assumendo i contorni di un romanzo tragico e a tratti grottesco. Una tragicommedia.
La certezza è l'ira dei tifosi sempre piu' crescente con la città invasa da striscioni eloquenti e con il pubblico gialloazzurro che sui social network è diviso su chi domenica vuole entrare allo stadio per contestare e su chi vuole stare fuori per dare un segnale inequivocabile.
I giocatori rispondono alle accuse. Dopo il polverone scatenato dalla serata di domenica con alcuni giocatori intenti a divertirsi dopo la dura sconfitta di Lumezzane, arriva il comunicato di precisazione da parte dei giocatori coinvolti: «I calciatori interessati "dalla bravata", tre e non sette, manifestano tutto il loro dispiacere per l'inopportuno accaduto. Gli atleti porgono le più sentite scuse nei confronti della proprietà, società, compagni, tifosi e città, ma negano che siano riconducibili alle loro persone i virgolettati dell'articolo usciti sulla stampa dichiarandosi pronti a un confronto con chiunque sostenga il contrario». Quindi la versione ufficiale parla di tre giocatori coinvolti e non sette; secondo alcune testimonanze, la serata sarebbe partita con sette giocatori che si sarebbero dati appuntamento al famoso locale del primo dopocena Mora Mora di Viareggio. Poi successivamente solo in tre sarebbero andati al Seven Apples. Comunque al di là dell’episodio censurabile, è anche vero che i ragazzi non erano in ritiro. Ecco magari, talvolta l'arma del ritiro punitivo, dopo un 3-0 senza attenuanti, potrebbe essere usata.
L'ira dei tifosi. Ma scuse dei giocatori a parte, i tifosi ne hanno per tutti. Per la dirigenza in primis accusata più volte con uno striscione attaccato nella centralissima Piazza Matteotti: «Presidente assente, società inesistente». Si richiede poi il ritorno con insistenza di una persona che ha veramente amato e che ama la Carrarese, ovvero Walter Devoti: «Fuori gli idioti, avanti Walter Devoti», appeso sul cavalcavia che da sul viale XX Settembre in località Fabbrica. Dello stesso tono anche un altro striscione alla rotonda di Turigliano: «Campo nuovo, vecchie delusioni.. Stufi di queste umiliazioni». Per finire, sempre in piazza Matteotti vengono presi di mira pure i giocatori: «Società di inetti, meglio la Berretti». E ad Avenza c’è anche un “Mo basta, al vorè durata». Insomma un clima davvero infuocato in vista di domenica dove parecchi tifosi pensano di disertare lo stadio per protesta. Di sicuro chi entrerà darà vita una mega contestazione a partire dai giocatori, passando per Turotti e Braghin, invitati a dimettersi. Insomma una situazione difficilissima, con la società che in serata ha fatto un appello al pubblico: «Domenica sostenete la squadra, è una gara importante dove siamo convinti che i ragazzi metteranno anima e cuore per la maglia».
Ma ormai lo strappo con i tifosi sembra quasi irrimediabile e solo un successo convincente contro l'ostico Savona potrebbe placare le polemiche. In caso di sconfitta invece potrebbe davvero succedere di tutto e non sarebbe di certo Braghin l'unico a pagare le conseguenze di una situazione davvero incredibile: 5 punti in otto partite, 13 nelle ultime 19, numeri che si commentano da soli. (l.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
