Gioco
Roberto Galletto, dal Belgio il ritorno nella sua Sarzana
Giocatore simbolo in tanti anni in rossonero e anche agli ordini di mister Orrico è emigrato a Bruxelles nel 1980: adesso è tornato ed è dirigente della Tarros
SARZANA. Un grande personaggio doc: è Roberto Galletto sarzanese, classe 49, mediano e centrocampista tuttopolmoni, la sua lunghissima carriera con il calcio inizia nel campionato 59-60 nel Nagc, il suo primo allenatore e “maestro” è Paolo Bernardini, in quei anni il “Miro Luperi” era in fase di costruzione, per gli allenamenti - racconta - «si emigrava nei campi sportivi di Marinella e Dogana di Ortonovo , in corriera». Con i colori rossoneri ha fatto tutta la trafila delle giovanili, Allievi, Juniores e Berretti con i tecnici Podestà e Tarabia. «Nel campionato 67/68 sono approdato alla prima squadra nel campionato tosco-umbro agli ordini di un “certo” Corrado Orrico». Indossa numerose casacche nelle squadre della “sua” Sarzana e della provincia,due campionati nella Bolanese in prima categoria, nella società “Miro Luperi” in seconda e ritrova il compianto tecnico Gian Carlo Cipolli negli Azzurri Sarzana.
Nell’estate del 79 conosce la moglie Nicole Vernaidlen al bagno Nettuno di Viareggio, la vera chiave della sua vita, l’anno dopo si sposano, emigra in Belgio, inizia a lavorare in una officina di automobili a Bruxelles, poi in una filiale della Volkswagen, non tralascia per nulla il mondo del pallone, allenandosi, giocando a livello dilettantistico per due stagioni, partecipa al corso per allenatori conseguendo il patentino Uefa B, con i biancoazzurri dell’Europa 90 Kraainem, la cosiddetta “gavetta”: è un’escalation di successi in tre campionati consecutivi, affermazione con Allievi, Juniores e Berretti. Partecipa con brillanti risultati in vari tornei a livello internazionale in Olanda, Danimarca, Svezia e Francia. Passa alla prima squadra otto buoni campionati, pieni di soddisfazioni con il ricorrente e rituale piazzamento nei play off. Dopo aver abbandonato la panchina ricopre le cariche di direttore tecnico e successivamente diesse, scalata fino al massimo incarico della società belga, presidente per otto stagioni, attualmente figura ancora come onorario. Da ricordare nel 74 la riuscita collaborazione con il centro giovani calciatori nel portare a Sarzana la gara Varese-Amsterdam del torneo internazionale di Viareggio; ha collaborato a una grande manifestazione benefica all’Heysel di Bruxelles.
«Ricordo con particolare immutata emozione questo mitico schieramento “da pelle d’oca…” - racconta - Mencacci, Peri, Bergamini, Fasana, Alberti, Piscina, Lencioni, Priami, Bruschini, Bongiorni e …il sottoscritto. Rientrato in Italia, da tre anni anni, ora è dirigente della Tarros Sarzana in Promozione ligure. Sottolinea Giuseppe Alvaro (Direttore generale Tarros Sarzana): «Persona squisita, competente e mai fuori le righe, siamo contenti di aver un “dirigente” della sua calibratura, più che preciso nell’impegno che si è preso. Ci vorrebbe un “personaggio” così sano in ogni squadra di qualsiasi categoria faccia». E mister Lorenzo Plicanti, allenatore Tarros: «Grande carisma e tanta personalità sono le credenziali del “Gallo” come viene chiamato, la sua esperienza e le sue posate “dritte” ci sono state di grande aiuto soprattutto con il parco giocatori, specialmente ho apprezzato il suo “lavoro” preciso e meticoloso nei vari momenti di difficoltà della squadra durante il cammino nel campionato scorso».
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