Sicurezza
Tensione in serata, i tifosi contestano la squadra
CARRARA. Alta tensione, ieri sera allo stadio; ad attendere la squadra di ritorno dalla pessima trasferta di Lumezzane (3-0 senza attenuanti), venti-venticinque tifosi della Nord e della Gradinata...
CARRARA. Alta tensione, ieri sera allo stadio; ad attendere la squadra di ritorno dalla pessima trasferta di Lumezzane (3-0 senza attenuanti), venti-venticinque tifosi della Nord e della Gradinata Baffo, con tanto di polizia e carabinieri schierati. Per la società, solo Marco Ricci e Iacopo Pasciuti, nessun traccia del direttore Turotti e di Braghin, non rientrati a Carrara; un confronto vibrante, nel quale i tifosi, delusi, arrabbiati, esasperati da un incubo che sembra non finire mai (in fondo alla classifica ormai da 14 mesi di fila) hanno chiesto con forza alla decina di giocatori arrivati allo stadio più attaccamento alla maglia, più attributi. La partita di domenica con il Savona sarà la classica ultima spiaggia prima di una contestazione ancora più pesante. Si preannuncia quindi una settimana ad alta tensione. A Lumezzane già c’era stata contestazione da parte di un paio di tifosi storici, soprattutto nei confronti di Turotti, direttore generale azzurro: «Visto che sei vicino a casa, non stare nemmeno a tornare a Carrara... Dimettiti». Sul sito intanto la Carrarese ha annunciato il silenzio stampa: «La Carrarese Calcio comunica il silenzio stampa fino a martedì 29 ottobre, giorno in cui il Direttore Generale Sandro Turotti incontrerà staff tecnico e squadra per un confronto, visto il momento particolarmente delicato. Le uniche dichiarazioni rilasciate al termine della partita contro il Lumezzane sono state del Direttore Generale che ha affermato: "Mi assumo tutte le responsabilità, di questo momento negativo visto il ruolo che ricopro. Già in settimana avevo avuto sentori circa i comportamenti poco rassicuranti da parte della squadra e malgrado i miei richiami purtroppo oggi ho avuto conferme negative. Nonostante tutto vado avanti e chiedo ad ognuno una reazione di orgoglio perchè è scolpita nella mente di tutti la volontà di non ripetere i risultati della passata stagione. E' evidente che da oggi sino a gennaio scatta un periodo utile per comprendere chi crede nel progetto oppure no"».
(m.b.)
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