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Carrarese, i conti non tornano ancora

Carrarese, i conti non tornano ancora

Solo due punti in più dell’anno scorso, da sei giornate a secco: serve un esame approfondito di tutte le cause

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CARRARA. E' una Carrarese da “conti in rosso”.

Come sottolineato dallo stesso mister Braghin la squadra non sa più segnare. I gol mancano all'appello ormai da sei giornate consecutive. Vero che questa Carrarese subisce pochi gol (solo 6), ma il bilancio è comunque estremamente negativo. In queste prime sette giornate la Carrarese ha messo da parte 5 punti, mentre l'anno scorso di questi tempi gli azzurri avevano 3 punti (conquistati contro il Prato). Una differenza risicatissima di appena 2 lunghezze: veramente troppo poco rispetto alle aspettative estive, tenendo conto che la qualità dell'attuale campionato è decisamente modesta e che quella dell'anno scorso per la Carrarese fu la peggior stagione di tutti tempi per quanto riguarda posizione e punti conquistati.

Più o meno la Carrarese è sulla falsa riga dell'anno scorso e quindi, o l'attuale rosa è molto carente, o si sta lavorando male durante la settimana. Numeri e risultati del campo si possono spiegare solo con la presenza di errori commessi nella valutazione dei giocatori durante il calciomercato o settimanalmente durante gli allenamenti.

Ad esempio, fisicamente c’è una certa carenza. Ormai la Carrarese ha affrontato sette avversari e quasi sempre contro squadre più alte di noi, con più forza nel gioco aereo e nei contrasti. A centrocampo gli azzurri faticano a recuperare palla e in attacco non riescono quasi mai a intercettare traversoni o cross provenienti dal fondo. Anche i corner che la squadra si procura non vengono valorizzati. La Carrarese è piena zeppa di trequartisti, mezze punte e seconde punte, ma è sprovvista di grandi interpreti nel gioco aereo, a differenza di tante avversarie, e questo si nota. Nei momenti di difficoltà il primo imputato è sempre l'allenatore. Può darsi che Braghin in queste giornate si sia troppo incaponito in certe scelte, ma probabilmente le colpe di questa situazione non sono solo sue. Anche un ipotetico sostituto faticherebbe a fare meglio a meno che fosse in grado di dare più intensità, più fiato e forza a questa squadra.

E si sta evidenziando anche una carenza di tenuta, di corsa senza palla e quindi di lucidità. La sensazione dall'esterno è che ormai la squadra non riesca più a rialzarsi da questa tendenza. Dopo 60-70 minuti di gara finisce la benzina e nel finale la Carrarese fa quasi presenza. Certamente certe prestazioni dipendono anche dalle caratteristiche dei calciatori. C'è chi ha un certo passo che non si può cambiare neanche con la condizione atletica migliore. Ormai però è da due anni che vediamo la Carrarese in difficoltà nel tenere certi ritmi. Domenica, il pressing c’è stato, ma solo a sprazzi nel primo tempo. E' sempre colpa dei soli allenatori? E' sempre colpa dei giocatori? Anche gli avversari a quanto pare l'hanno capito e l'Entella ha fatto scuola.

Le squadre vengono a Carrara, fanno le barricate, lasciano sfogare, sanno che andiamo al piccolo trotto e nel finale caliamo. Male che vada portano a casa un pareggio (Pavia), quando va bene i tre punti senza tirare neanche in porta (Venezia). Altro segnale d'allarme: domenica col Venezia la Carrarese ha avuto tutti i centrocampisti ammoniti, perché i giocatori non sono lucidi, arrivano in ritardo e commettono falli anche ingenui (con la Reggiana era capitato a Mancuso).

Tutti sotto esame. Ora più che mai, come già specificato ieri, tutti devono sentirsi sotto esame: non solo il mister e il direttore, ma anche il resto dello staff tecnico che allena tutti i giorni la squadra e che ha il preciso compito di far crescere questi giocatori. E' il momento di fermarsi, guardarsi negli occhi, parlare coi giocatori.

Questo sta anche alla personalità della dirigenza e dell'allenatore: capire dove stanno i problemi e risolverli alla radice, anche con scelte drastiche.

Un’altra stagione da tregenda come l’anno scorso è davvero improponibile. E ovviamente, anche i giocatori stessi dovranno metterci qualcosa di più sul piano della determinazione, della voglia di fare gol, nella cattiveria nell’entrare in area. Gli unici tiri nello specchio, domenica, sono arrivati da fuori; in area, o tiri fuori dello specchio o fraseggi sterili, o errori di misura. Insomma, bisogna cambiare, già da Lumezzane.

Luca Santoni

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