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Turotti conferma Braghin: avanti con lui

Turotti conferma Braghin: avanti con lui

«La società ha la massima fiducia nel tecnico», ma i rumors danno per certo l’arrivo di Venturato in caso di un altro ko

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CARRARA. Dopo le polemiche e la contestazione il direttore generale Sandro Turotti interviene e afferma che la posizione sia di Braghin e sia del preparatore atletico Castellani è al sicuro.

Nell'immediato dopo partita si erano diffuse presunte voci su un ribaltone, secondo qualcuno era già stato allertato l'ex Cremonese e Pergolettese Roberto Venturato, ma Turotti ha confermato senza ombra di dubbio che si andrà avanti con Braghin: «Non esiste alcuna ipotesi di cambiare Braghin - afferma Turotti - lui è un punto di riferimento e gode della massima fiducia da parte di tutti. E' chiaro che questo è un momento non positivo con la squadra che non riesce in nessun modo a fare gol, nonostante anche in questa gara le occasioni si siano avute. Eppure in avanti questa squadra ha tre giocatori importanti come Mancuso, Merini e Cellini che hanno sempre segnato. Bisogna tutti assieme trovare una soluzione e farlo con Braghin. La cosa che mi fa ancora più arrabbiare è il fatto che in tre gare Nodari è stato praticamente inoperoso. Anche contro questo Venezia, una squadra che ambisce alla promozione non abbiamo concesso nulla, ma siamo qua a commentare una sconfitta».

Turotti poi conclude attaccando l'arbitro: «Verso di noi ha avuto un atteggiamento incomprensibile, verso la fine della gara il direttore di gara si è lasciato andare con una frase censurabile che abbiamo già segnalato agli organi competenti. Il rigore è apparso molto molto dubbio e su Benassi ce n'era uno netto. Ma cio' non deve essere un alibi, bisogna fare meno discorsi e fare meglio».

Bocalon: «Rigore netto». Il match-winner Riccardo Bocalon spiega: «Siamo scesi in campo ordinati e compatti e oggi torniamo a casa una vittoria. Abbiamo raccolto il massimo possibile. Oggi tre punti per noi erano fondamentali. Il rigore? Netto. Io sarei arrivato sicuramente sulla palla con la testa e il difensore della Carrarese mi ha agganciato da dietro. Non vedo perché dopo ci sia stata tutta questa confusione, perché il rigore era netto. Lui mi ha agganciato col piede: volontario o non volontario, in area quello è fallo da rigore. Io sarei sicuramente arrivato sul pallone, perché avrei dovuto buttarmi in un'azione così?».

Poi ti sei presentato sul dischetto al posto di Cori. «Con Sacha avevamo parlato. Gli avevo chiesto se potevo calciarlo e lui mi ha detto di andare pure se me la sentivo. Tra me e lui c'è la massima complicità. Non c'è nessun tipo di problema. Il passaggio al 4-4-2? Secondo me abbiamo una squadra che può fare molti moduli in questa categoria. Oggi il mister ha scelto questo assetto e siamo riusciti a portare a casa i tre punti».

E’ bene essere chiari: il Venezia non ha rubato nulla. Senza l’ingenuo fallo da rigore, la partita sarebbe finita come a Salò e con il Pavia, cioè 0-0, perché comunque le conclusioni più pericolose sono arrivate da fuori area (Belcastro, Dettori due volte, Merini), e da dentro l’area non ci sono stati tiri in porta. Un portiere mediamente bravo come Vigorito, molto migliorato (anche perché fare il secondo di Gazzoli serve, evidentemente) ha preso due bei palloni al “sette”, ma anche perché le conclusioni erano dai 25-30 metri. Per fare gol serve maggiore cattiveria, più intensità, più velocità. Tutte qualità che ad oggi la Carrarese non ha. (l.b.-l.s.)

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