Il Tirreno

Rafael: «Lavoro per la prima squadra»

Rafael: «Lavoro per la prima squadra»

Il giovane brasiliano della Massese ha mostrato grandi doti nella Juniores

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MASSA. Dopo una lunghissima attesa, la Massese è riuscita a tesserare Rafael Da Cruz Lima, centrocampista laterale e mezzo destro, nato il 9/02/95 a Simões Filho, città di circa 118.000 abitanti nello stato federato di Bahia, in Brasile. Il suo esordio con la maglia bianconera è stato nella gara della Juniores Nazionale due settimane fa contro la Pistoiese, sua prima gara ufficiale in Italia, dove ha subito segnato e si è poi ripetuto anche nella gara di Sabato scorso, la seconda per lui, a Scandicci, mostrando doti tecniche e anche di opportunismo invidiabili.

Ha cominciato a dare i primi calci ad un pallone a Salvador nelle fila della scuola calcio della Bahia dove è rimasto due anni, passando poi ai rivali del Vitoria dove è rimasto per un anno e mezzo; per altri due anni ha frequentato “l’escolinha de futebol” della A. B. B. Il suo arrivo in Italia, un anno e mezzo fa circa, lo ha portato a Seravezza dove vive assieme ad alcuni parenti; prima che a Massa, è stato a provare a La Spezia ed a Lecce. Rafael, come ti sei sentito all’esordio in un campionato di una nazione che non è la tua? «L’inizio è stato un po’ difficile perché giocare con la Juniores per uno che si allena con la prima squadra e che quindi non conosce tutti i compagni non è agevole ma ora, man mano che aggiungo minuti di gara a minuti mi sento sempre di più a mio agio».

Ovviamente l’emozione più grande la vivrai quando esordirai in prima squadra..

«Certamente il momento dell’esordio in prima squadra sarà eccitantissimo ma io sono venuto per giocare a calcio perciò, nonostante sarà molto emozionante, spero che questo momento arrivi il prima possibile».

Al di fuori dell’ambiente calcistico come ti sei trovato?

«Durante la stagione calda veramente bene ma ora, che comincia a peggiorare il tempo e la temperatura comincia ad abbassarsi ho nostalgia del Brasile ma soprattutto della mia famiglia rimasta a Simões Filho». Anche Rafael non si salva dalla proverbiale “saudade”.

Umberto Meruzzi

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