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«La Massese è in testa, ma nessuno ci ha aiutati»

«La Massese è in testa, ma nessuno ci ha aiutati»

Parla il vicepresidente Andrea Barotti: la squadra si sta comportando alla grande Il caso Oliveti: «La burocrazia ci impedisce di giocare in casa, siamo penalizzati»

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MASSA. La Massese continua vincere, convincere e dare spettacolo. La squadra è prima in classifica è c'è grande soddisfazione nella tifoseria e nella società ma c'è qualcosa che tiene tutto questo in una situazione che potrebbe diventare inutile o comunque danneggiare concretamente quanto il gruppo di Giorgio Turba & C. sta facendo. Ne parliamo con uno dei vicepresidenti, Andrea Barotti.

Contento del comportamento della squadra?

«La squadra sta andando molto bene – inizia l'industriale del ferro – i risultati arrivano, il gioco migliora di partita in partita e dunque c'è fiducia, però è presto per fare un bilancio e per far previsioni. Ci sono squadre che sicuramente devono venir fuori, come la Lucchese, perchè hanno un parco giocatori importanti, poi altre sono state costruite in sordina ma molto bene, come la Correggese che sta dimostrando di avere un attacco atomico».

Quando potremo avere un quadro più preciso?

«Fra qualche mese, noi abbiamo fatto una squadra competitiva ed eventualmente potremo essere disposti anche a qualche ritocco, dipenderà anche da come andranno alcune cose».

La squadra è a punteggio pieno, qual'è la differenza dalla passata stagione?

«Siamo partiti bene e per tempo – dice Barotti – costruito tutto nei tempi dovuti, ora andiamo avanti partita per partita sapendo che la società vorrà giocare sempre per i tre punti, poi tireremo le somme».

Nelle sue parole si vede la contentezza per quanto succede in campo, ma pure il timore che qualcosa minacci tutto il lavoro. Cos'è che non va in questo momento?

«Ci sono scenari, situazioni di difficoltà lungo la strada – conferma con decisione il numero due, insieme a Roberto Mussi, Barotti – che purtroppo ci fanno sempre giocare fuori casa per lo stadio, e questo comincia a penalizzarci pesantemente, e se non vengono risolte lo faranno ancora di più. Ci sono burocrazie, per ora chiamiamole cosi, che ci impediscono di giocare in nel nostro impianto e lo permettono di fare in stadi con le tifoserie miscelate, vedi al Forte ed in altre parti. Nel nostro in questo c'è massima sicurezza. Cosi veniamo danneggiati da tutti i punti di vista – rincara la dose Barotti – perchè diminuiscono gli incassi quando stiamo spendendo di più per la squadra e la società, non si possono fare abbonamenti, cartellonistica, sponsor. E poi sappiamo che i tifosi sono l'uomo in più e potremmo risentirne negli scontri diretti. Siamo disgustati. Noi onoriamo tutti gli impegni, - continua Barotti - la squadra vince e fa la sua parte, abbiamo investito sul settore giovanile e tutto lo sforzo che facciamo rischia di essere svilito e vanificato a danno nostro e di conseguenza della città , del suo prestigio. E tutto questo in un momento di crisi economica».

Di chi la responsabilità?

«La responsabilità per il mancato utilizzo dello stadio – termina Andrea Barotti – non è nostra, della dirigenza, è giusto che tutti lo sappiano e che ognuno si prenda le sue responsabilità».

Attacco dunque durissimo a chi ora ed in questi anni ha mancato, sia dal punto di vista burocratico che di decisioni tecniche, autorizzative e di costruzione.

Aldo Antola

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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