Il Tirreno

Memorial Cappè, giornata di emozioni

Memorial Cappè, giornata di emozioni

Un quadrangolare a Dogana per ricordare il cavatore (ed allenatore) deceduto in un incidente sul lavoro l’anno scorso

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DOGANA. Una giornata di forti emozioni, quella che si è tenuta ieri al “Polvron” di Dogana presso il campo sportivo messo a disposizione dall’Asd Casano; si trattava della giornata-ricordo in memoria di Lucio Cappè, il cavatore morto proprio l’anno scorso in cava a Carrara, appassionato di calcio e allenatore di varie squadre. Ad organizzare la giornata, gli amici di sempre e in particolare Maurizio Bonati. La cronaca della giornata è di Cristiano Gatti, amico come tutti i presenti di Lucio Cappè, che ha riferito dell’evento sul sito degli “Amici di Lucio”. La giornata - racconta - incomincia alle 13 con i preprativi per la giornata. Palloncini, striscioni, premi, targhe. Alle 15 iniziano ad arrivare le squadre: Gli Amatori per Lucio diretti lo scorso anno da Cristiano Gatti in doppia veste di presidente e allenatore e che hanno voluto onorare il nome di Lucio. In panchina diretti da Daniele Franciosi. Altra squadra, “Gli ex di Lucio”, per lo più composti da coloro che nel 2008/2009 vinsero il campionato di seconda Serie, diretti per la giornata da Mr Bologna e Pellistri. E ancora: “Gli Amici di Lucio”, compagine creatasi tramite inviti via Facebook; il Bonascola calcio.

I giochi iniziano alle 16 e si incontrano Amatori per Lucio, padroni di casa e squadra che porterà avanti il nome acquisito lo scorso anno, e gli Amici di Lucio.

Un commoventisse momento quando tutti i ragazzi presenti vanno a salutare a bordo campo la signora Isabella Pelliccia, vedova di Cappè.

Durante la prima partita è stato organizzato il momento focale della giornata, ovvero, la consegna della targa Memorial Lucio e dei fiori alla vedova di Lucio.

Vengono consegnati palloncini ai bambini e prima dell’inizio della seconda partita il momento più bello ed emozionante, seppur triste. Tutti i ragazzi venuti al campo per giocare in nome di Lucio, circa 70, entrano in campo e si dispongono a semicerchio.

La signora Isa, accompagnata dai bambini, entra in campo accompagnata da uno scrosciante e lunghissimo applauso. Dopo il rilascio dei palloncini verso il cielo, da parte dei bambini,  la consegna dei fiori offerti dalle squadre e da Dell’Amico Fabio, e della targa del Memorial.

«Un momento molto difficile che nessuna parola o commento può spiegare», sottolinea Cristiano Gatti.

La giornata continua con le due partite in programma.Bonascola Calcio – Ex di Lucio e poi Bonascola Calcio contro una compagine mista di giocatori affidata per l’ultima volta in panchina come presidente e allenatore a Cristiano Gatti, coadiuvato da Pellistri e Bologna, i tre che nel 2001 iniziarono questa lunga avventura di Amatori (a quel tempo Hostingplan, oggi Amatori Per Lucio). Per finire in “bellezza”, non bastavano le grandi emozioni avute fino a quel momento, Bonati organizza la consegna della targa anche a Cristiano Gatti che lascia dopo 12 anni la sua creatura amatoriale.

 Un ultimo commento in prima persona da parte di Cristiano Gatti: «Vedere tutti quei miei ex, tutto quell’affetto verso Lucio, mi ha devastato creandomi momenti difficili ma l’adrenalina dell’organizzazione, la voglia di cercare che tutto fosse preciso partendo dalle piccole cose, mi ha aiutato a finire la giornata. Quanto ho provato io e voi tutti non è nulla in confronto a quanto han dovuto sopportare i famigliari di Lucio. Sicuramente una giornata come questa, spero e penso, gli ha dato quella gioia e quella forza di andare avanti  e attendere con ansia il secondo Memorial. Le parole della Isa durante la consegna degli omaggi sono state qualcosa che devono farci capire che vivere è stupendo anche per poter ricordare le persone amate e che dobbiamo smetterla di trovare sempre qualcosa contro qualcuno. Un grazie esagerato a tutti coloro che sono venuti a vedere il Memorial, a tutti i giocatori che sono intervenuti, a Bonati, a Pitorra, a Marchi, a Pellistri e Mario, all’arbitro, a Franciosi che ha deciso di portare avanti questa squadra, a Roberta, alla mia famiglia che senza di essa non sarei riuscito a far nulla ieri, a Nando, al clima che ci ha regalato una giornata ancora estiva, e soprattutto alla famiglia Cappè e alla Isa che ci han omaggiato della loro presenza e collaborazione».

Era il 7 settembre dell’anno scorso quando Lucio Cappè, 47 anni, morì travolto sotto almeno una tonnellata di scaglie di marmo.

L'incidente mortale era avvenuto alle 9,30, nel bacino di Calocara, nel piazzale più alto della cava numero 103, gestita dalla ditta Fb.

Lucio Cappè, originario di Bergiola, era addetto all'operazione di taglio insieme a un collega, che è riuscito a scappare e a mettersi in salvo quando si è accorto che la bancata si stava sgretolando. Lucio, invece, era proprio sotto il punto in cui si erano staccate le scaglie: non era riuscito neppure a muovere un passo.

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