La manifestazione
Azzurri, il gioco c’è la forma meno
Alcuni uomini chiave arrivati tardi (Dettori e Cellini) non sono ancora al top
CARRARA. In quattro a punteggio pieno: Albinoleffe, Pro Vercelli, Cremonese ed Entella. Per gli azzurri di Maurizio Braghin, un solo rammarico: aver incontrato l’Entella “troppo presto”, cioè con i rinforzi arrivati dopo la certezza del ripescaggio (Dettori e Cellini su tutti) ancora non al meglio, e Merini in fase di recupero. Le assenze per infortunio (Teso da una parte, Ricchiuti dall’altra) più o meno, di solito, si compensano. Fra un mese, sicuramente, la Carrarese sarà più incisiva, più pericolosa anche contro squadre così strutturate, così esperte. Il gioco paga sempre. Braghin ha un’idea di gioco precisa: pressing alto, aggressività, giocate veloci spesso in verticale, scambi ravvicinati. Per farlo, tutti devono essere al top, ma per raggiungere la forma... bisogna giocare. L’Entella ha il merito di aver sfruttato l’unica vera occasione e poi di aver difeso il gol con il fisico e l’intelligenza tattica, mentre la Carrarese ha sostanzialmente pagato la serata poco brillante di quei giocatori che dovranno essere la marcia in più. Sul piano dell’impegno, della determinazione, anche dell’idea di gioco, la Carrarese ha fatto un’ottima partita e avrebbe meritato il pareggio. Ma poi, come abbiamo scritto in sede di cronaca, il cronista racconta partita per partita, sappiamo bene come ricorda Turotti che il ripescaggio si è saputo tardi e che gli obiettivi della squadra non possono essere quelli di lottare per i primi posti ma innanzitutto il risanamento del bilancio. Ma il dato di fatto è che nel primo tempo hanno tirato in porta solo Benassi su punizione e Calvi da 35 metri. Nella ripresa, Dettori su punizione, Vannucci e Benassi da lontano, e, unica occasione d’oro su azione, Belcastro, che continua ad alternare partite doc a giornate così così, un giocatore che però come altri beneficerà senz’altro della mano di Braghin, che si è vista benissimo contro una corazzata come l’Entella. Non abbiamo dubbi che questa Carrarese sarà protagonista, ma analizzando la partita, la scorsa sera troppe volte, arrivati al limite, si è cercato il lancio orizzontale a cambiare tutto, facile preda dei difensori avversari. Mancuso e Beltrame devono comunque provare di più la conclusione, prendersi dei rischi, su questo crediamo che anche Braghin sia d’accordo. Questo significa essere evanescenti, non pungere: giocare molto, giocare anche bene, ma poi non affondare il colpo. Così facendo, contro le grandi, basta un errore come sul gol di Moreo, ed ecco la frittata. E allora il rammarico è doppio, perché resta netta la sensazione che con qualche allenamento in più sulle gambe e un po’ di cattiveria negli ultimi 16 metri, almeno il meritato pari, se non di più, sarebbe arrivato. (m.b.)
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