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«Al primo posto i miei figli, il calcio arriva molto dopo»

«Al primo posto i miei figli, il calcio arriva molto dopo»

Fabrizio Tazzioli racconta la sua famiglia: l’adozione di Sonia e Orlando in Cile, il matrimonio con la moglie Cristina. Ecco il ritratto privato del mister bianconero

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MASSA. Il calcio, il presente bianconero, il futuro ma, soprattutto, la famiglia. Il tecnico bianconero Fabrizio Tazzioli si confessa in una lunga intervista nella quale, oltre all’allenatore di calcio, emerge la figura di un uomo che ha ottenuto qualcosa di più delle soddisfazioni professionali. Quel qualcosa di più ha due nomi: Sonia e Orlando, i due figli che hanno cambiato la vita al trainer bianconero, due angioletti abbracciati a migliaia chilometri di distanza combattendo assieme alla moglie Cristina contro le mille facce (troppe) della burocrazia per dare loro una vita migliore. Là, in quel lungo e stretto lembo di terra che si estende tra l’Oceano Pacifico e la Cordigliera delle Ande che si chiama Cile, la famiglia Tazzioli ha coronato e regalato un sogno. Il calcio, in certi momenti, può aspettare.

Mister, prima di parlare di calcio, ci racconti della sua esperienza vissuta con l’adozione di Sonia e Orlando…

«Devo dire che si è trattato di un percorso molto lungo che io e mia moglie Cristina avevamo deciso di intraprendere con decisione. E’ stata una trafila difficile che mi aveva distolto un po’ dalla mia professione che, dovendo stare due mesi in Cile, aveva avuto un periodo di pausa. E’ stata una grande cosa, anche a livello caratteriale l’adozione di Sonia e Orlando mi ha fatto crescere molto rendendomi un uomo più forte anche mentalmente. Questa esperienza mi ha dato molto. Ormai sono quasi tre anni che i bimbi sono con noi, quando li abbiamo portati in Italia dall’istituto dove si trovavano avevano Sonia sette e Orlando nove anni».

Com’è stato il loro impatto con una realtà nuova e così diversa rispetto al loro paese?

«Sonia si è integrata molto bene, è una bimba vivace e a scuola si è inserita molto bene, mentre Orlando, che era più grandicello ha fatto un poco di fatica in più a imporsi a scuola ma ora non ci sono problemi. Tra l’altro hanno la passione per il calcio ed entrambi giocano a pallone nei ragazzi del Barga e pensare che Sonia l’avevamo avvicinata al mondo della danza. Siamo davvero contenti per come stanno andando le cose e gli unici problemi che Sonia e Orlando hanno sono quelli di tutti i bambini della loro età».

C’è stato un momento nel quale lei e sua moglie avete pensato di mollare viste le difficoltà che la burocrazia, soprattutto quella italiana, pone di fronte alle coppie che vogliono adottare dei bambini ?

«Quando ti trovi a quindicimila chilometri da casa ci possono essere dei momenti di debolezza, però l’ingenuità dei bimbi e il loro sguardo ti fanno superare tutto. In poche parole è un’esperienza che rifarei e l’adozione è un passo importante che consiglio in modo convinto a chi ha la volontà e le possibilità di farlo, bisogna che certi pregiudizi vengano eliminati».

I suoi figli sono interessati al suo lavoro di allenatore?

«Sono molto interessati, infatti vogliono sempre vedere i filmati delle partite. Mi fa piacere che seguano il mio mondo è un altro punto di contatto che mi fa essere orgoglioso di essere padre».

E allora parliamo anche del suo futuro professionale. La domanda che tutti i tifosi bianconeri le vorrebbero fare è: resterà a Massa ?

«Il mio futuro lo vedo ancora nella Massese sperando di riuscire a continuare il lavoro intrapreso e riuscendo a costruire qualcosa di importante magari entrando in Lega Pro con la Massese. Diciamo che quest’anno ci siamo andati vicini a dimostrazione che non sempre chi spende di più nel calcio riesce a vincere, basti pensare che alla fine l’ha spuntata il Tuttocuoio. Detto questo, il sogno più grande sarebbe portare la Massese in serie B e con la riforma della Lega Pro tutto questo, chissà, potrebbe diventare possibile. Vedremo cosa succederà, per quello che mi riguarda sono pronto a ripartire e ho le mie idee, l’importante è che si riesca a muoverci con i tempi giusti evitando le difficoltà che abbiamo avuto quest’anno nelle prime dieci partite».

Quali sono state finora le sue più grandi soddisfazioni ottenute nel mondo del calcio?

«Come giocatore l’esperienza nelle giovanili del Bologna è il ricordo più bello, poi purtroppo una serie di infortuni mi ha impedito di giocare a livelli più alti. Come allenatore quanto fatto a Castelnuovo in serie C e a Massa in questo ultimo anno e mezzo sono certamente le soddisfazioni più grandi, soprattutto, per quello che riguarda la Massese, pensando dove si trovava la squadra quando sono arrivato. Oggi la Massese ha riacquistato una dimensione più consona alla sua storia e per questo meritano un ringraziamento tutti i giocatori e i collaboratori che sul campo hanno permesso che ciò avvenisse. Sono abbastanza soddisfatto a livello professionale, l’unico rammarico è essere stato chiamato in una piazza importante come quella di Cesena dove ho pagato un po’ la giovane età un po’ la situazione societaria dell’epoca. Peccato perché tecnici come Iachini e Bisoli negli anni successivi hanno potuto lavorare sino in fondo nonostante avessero meno punti di quanto ne avessi fatti io».

Alessandro Tabarrani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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