Il Tirreno

Bugno, Chiappucci e Basso sono passati da qui

Bugno, Chiappucci e Basso sono passati da qui

Una corsa ricca di aneddoti che col passare degli anni è diventata una vetrina internazionale

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MONTIGNOSO. A settembre si correrà la quarantaquattresima edizione del trofeo Francesco Buffoni. Una data inconsueta per questa corsa ciclistica internazionale riservata alla categoria Juniores, e valida anche per l'assegnazione della coppa Comune di Montignoso, che solitamente si disputa tra la fine di maggio e l’inizio di giugno.

La corsa nata per volontà di Mario Rosi, Pietro Del Giudice e Alfio Poggi, ha l'intento di ricordare un giovane prematuramente scomparso in un incidente. Francesco Buffoni, appunto. Con il tempo è diventata sempre più importante: da semplice corsa locale a manifestazione regina della Provincia, poi a numero uno regionale, infine si è fregiata del titolo di corsa nazionale. Fino all’ultimo ricon oscimento: gara internazionale per la categoria juniores. Un traguardo che poche kermesse hanno raggiunto.

Oggi non si diventa professionisti se non si è corso il Buffoni. E, se Cadel Evans, per citarne uno, fosse stato italiano, da giovane avrebbe sicuramente scalato la Fortezza di Montignoso. Gente come Petacchi, che ha dimostrato tutto il suo valore, da giovane si è cimentato nel trofeo Buffoni, metabolizzando in anticipo un'importante palestra agonistica per il futuro, che oggi si sta mostrando in un vantaggio d'esperienza, quando c'è da intraprendere qualche impegnativa salita. Da Montignoso sono passati tutti i più forti corridori, le squadre e nazionali più blasonate.

Atleti che poi sono diventati grandi e famosi professionisti, quali, per ricordarne qualcuno, Argentin, Bugno, Chioccioli, Fondriest, Chiappucci, fino ai più giovani ancora in attività oppure di fresco ritiro quali Rebellin, Di Luca, Figueras, Bettini, Bartoli, Basso, Giordani, Pozzato, Capelli, Cunego, Capecchi, Barla, Agnolin, Nocentini, Visconti. Molte sono le nazionali straniere che hanno onorato con la loro presenza la manifestazione: la Russia, la Spagna, l'Olanda, il Belgio, la Germania, la Francia, il Messico, la Danimarca, la Svizzera, la Bielorussia, l'Austria, l'Ucraina, Albania, Slovenia, Uzbekistan, Lituania, Lettonia, Ungheria, Polonia.

Con il tempo il Buffoni è diventato per tutta la comunità di Montignoso non solo una gara ciclistica, ma bensì un evento e rappresenta sicuramente la manifestazione più importante di tutta la comunità. I sindaci che si sono succeduti in tutti questi anni, Federico Binaglia e Narciso Buffoni su tutti, hanno capito l'importanza di attrazione turistica mista a desiderio di sport serio e pulito, lontano anni luce dagli spettri del doping che imperversa troppe volte nei quotidiani e che ha infangato il buon nome del ciclismo.

Negli ultimi anni sempre più emittenti televisive hanno ripreso la manifestazione e nel 2005 le immagini della corsa sono andate in onda anche su Raisport satellite e su una miriade di canali locali. Se il trofeo Buffoni ha oggi quel fascino e quel prestigio che tutti gli riconoscono, non va dimenticata la passione che i dirigenti ci mettono, riuscendo non soltanto a portare alla ribalta internazionale, ma anche, con la loro serietà e dedizione, a portare all'interno della società i giovani che, guidati da Fabio Del Giudice attuale presidente del G.C. Buffoni, rappresentano il presente e il futuro del trofeo.

Il percorso non sarà come al solito di centrotrenta chilometri. Ma ci saranno i 60 spalmati in una ripetizione quadrupla del circuito pianeggiante, i restanti cinque nella mitica salita della Fortezza, valida anche per il gran premio della montagna. C’è l’appendice fortemarmina che dar à ancora più respiro al tutto.

L’anno scorso ad alzare le braccia al cielo fu Leonardo Pacinotti. Un’edizione davvero avvincente quella del 2012: c’erano tutti i migliori juniores d’Italia, la nazionale russa e una rappresentativa francese. Un percorso duro, con la scalata del San Carlo (17% di pendenza media con punte del 24), la Fortezza da ripetere due volte, la prima al km 90, la seconda al Km 100; infine poco prima del traguardo la Foce. La corsa un anno fa ha detto cose interessanti per il ciclismo italiano. E Pacinotti si era confermato essere una vera promessa del ciclismo che sembra eccellere in tutti i terreni. Il 17 giugno scorso ha lasciato tutti a bocca aperta: allo sprint ha battuto i 7 fuggitivi dell’ultima fase della corsa, dopo averli ripresi al termine dell’ultima discesa.

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