Il Tirreno

Se si gioca, Makinwa sì Merini no

Se si gioca, Makinwa sì Merini no

Sempre emergenza in attacco, out anche Malatesta e Margiotta ma tutto dipende dal verdetto sull’Andria

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CARRARA. Come sarebbe messa la Carrarese in caso di chiamata ai play-out? Gli azzurri in questi giorni stanno continuando ad allenarsi col pensiero e speranze rivolti al ricorso della Procura Federale riguardante il caso Andria, che verrà esaminato lunedì dalla Corte di Giustizia Federale. Diciamo che, se si dovesse giocare, verrebbero confermati i problemi nel reparto offensivo che avevano accompagnato la gara col Latina. Merini s'è stirato proprio domenica scorsa e gli serviranno una ventina di giorni per tornare a carburare. Più o meno stessi tempi per Malatesta. La risonanza ha evidenziato una distorsione ad un ginocchio con interessamento del collaterale interno: un infortunio certamente non banale. Altra distorsione al ginocchio per Margiotta, ma in questo caso il guaio appare di minore entità e il giocatore potrebbe avere il tempo di recuperare in vista di ipotetici spareggi (si giocherà il 26 maggio e il 2 giugno). Ginocchio gonfio per Anzalone che in ogni caso salterebbe l'andata per squalifica.

Si registrerebbe invece l'importante rientro di Makinwa che sta meglio e potrebbe rappresentare l'asso nella manica della Carrarese. Anche Pestrin potrebbe essere pronto per tornare in campo. Ovviamente ci stiamo muovendo sul campo delle ipotesi.

Per adesso il dato di fatto è che la Carrarese è retrocessa e l'Andria si giocherà la salvezza contro il Barletta. Vedremo se la sentenza di domani ribalterà la situazione. Certamente la classifica finale e questa appendice giudiziaria può spiegare come l'Andria sia riuscita a trovare le forze necessarie per andare a vincere in quel di Prato (1-2) all'ultima giornata di campionato. Un risultato accolto con una certa sorpresa dagli osservatori, perché vedeva fronteggiarsi una squadra già certa dei playout (l'Andria) con una che si stava giocando la salvezza diretta (il Prato). Apparentemente l'Andria sembrava avere meno motivazioni del Prato, eppure è riuscita a sbancare il Lungobisenzio, condannando i lanieri ai playout, per la gioia del Viareggio. Ovviamente le nostre sono supposizioni, ma proviamo a fare due calcoli. Alla vigilia dell'ultimo turno di campionato l'Andria aveva 29 punti e la Carrarese 20 (9 i punti di distacco fra le due squadre). Il 10 maggio la Commissione Disciplinare aveva condannato l'Andria ad una penalizzazione di 8 punti (al posto dei 13 chiesti dalla Procura): casualmente 1 punto in meno dei 9 che separavano i pugliesi dalla Carrarese. Il -8, sempre casualmente, non andava a modificare la classifica attuale e così doveva essere scontato nella prossima stagione: fine primo round. Probabilmente l'Andria si aspettava una reazione della Procura Federale di Stefano Palazzi, la quale poi effettivamente è ricorsa in appello contro questo primo verdetto. Prevedendo forse una partita tutt'altro che chiusa sul fronte della giustizia sportiva, l'Andria è andata a Prato col furore agonistico sufficiente a vincere quella partita. Comunque sia aumentare quei 9 punti di vantaggio sulla Carrarese potevano essere determinanti, ipotizzando un verdetto in appello favorevole alla Procura. Ripetiamo che quella descritta è una nostra supposizione. Ricordiamo che attualmente la classifica finale vede l'Andria a +11 sulla Carrarese e che la Procura non ha abbassato le proprie pretese, chiedendo nuovamente una penalizzazione di 13 punti per la società pugliese, per questa e non per la prossima stagione (che sarà senza retrocessioni in C1).

Luca Santoni

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