Il Tirreno

Gli azzurri ripartono da sei giocatori

Gli azzurri ripartono da sei giocatori

Sotto contratto Anzalone, Benassi, Bregliano, Corrent, Belcastro e Mancuso, ma l’impressione è che cambierà molto

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CARRARA. Ecco da chi si riparte. Ovviamente in una società calcistica dopo una retrocessione condita da 19 sconfitte su 30 partite nessuno è sicuro della riconferma. Questo vale per dirigenti, staff tecnico e giocatori, fatto salvo giusto per Sandro Turotti, riconfermato sul campo da Gigi Buffon subito dopo l'1-1 col Latina. E' quindi il direttore la figura adatta a fare il quadro della situazione, partendo dalla gestione della squadra.

Lei e Buffon vi siete già visti domenica, ma è in programma un nuovo incontro?

«Sì, ci sarà sicuramente un nuovo incontro con Buffon per rifare il punto della situazione e fare tutte le valutazioni della stagione che ormai si va a chiudere. Come ha detto lo stesso Buffon, quest'anno sono stati commessi degli errori, lui si è preso tutte le colpe, come fa un capo. Questo fa onore a Gigi, però bisogna anche essere obiettivi: le responsabilità sono di tutti, perciò bisogna valutare dove la società per un motivo o per l'altro ha commesso degli errori, per cercare di ripartire e commetterne molti meno in futuro. Sicuramente a breve faremo il punto e poi ci saranno aspetti che riguarderanno la società, altri che riguarderanno la squadra».

A proposito di squadra, è logico chiedersi da quali nomi potrà ripartire la Carrarese, al di là del fatto che nessuno in questo momento è sicuro della riconferma. Sei giocatori (più Trocar) sotto contratto. Attualmente i giocatori sotto contratto anche per la prossima stagione sono sei: Anzalone, Benassi, Bregliano, Corrent, Belcastro e Mancuso. Due le comproprietà: Merini (Chievo) e Bagnai (Prato). Sette i giocatori in scadenza di contratto: Cicioni, Melucci, Vannucci, Orlandi, Venitucci, Pestrin e Makinwa. Infine otto i prestiti: Piscitelli (Milan), Lanzoni (Sampdoria), De Paola (Carpi), Juan Cruz (Bologna), Ciciretti (Roma), Partipilo (Bari), Margiotta (Juventus), Malatesta (Parma), mentre Trocar rientrerà dal prestito al Viareggio. «Siamo al giorno dopo di una retrocessione bruttissima - riprende Turotti - e non è proprio il caso di chiedere chi rimane o chi ha fatto bene. Forse questo è l'aspetto da valutare più attentamente, al di là di chi ha il contratto o meno, che è sicuramente importante ai fini economici di una società. Non si può soprassedere all'esito di questa stagione. Non dimentichiamocelo, non è che con ieri l'altro è finito tutto. Siamo arrivati a questa situazione e non è che qualcuno ha fatto bene e altri hanno fatto male. C'è chi è arrivato prima, chi dopo, ma tutti hanno avuto la possibilità di giocare e dire la loro. Abbiamo anche cambiato tre allenatori. La società deve valutare, non sul passato, ma sulla base di quello che la squadra ha fatto quest'anno e poi tirare le somme. Dire chi rimane o no, il giorno dopo la retrocessione, diventa veramente difficile. Dico soltanto che quando si retrocede si paga dazio».

Direttore, da queste parole lascia intuire che ci saranno ben poche conferme. «C'è una dichiarazione non mia, ma del patron se non sbaglio, di domenica. Si valuterà il da farsi tutti assieme, però è chiaro che c'è una situazione che non si può dimenticare. Ci sono tanti aspetti da valutare, compreso il fatto che cambieremo categoria».

C'è sempre la speranza del ripescaggio in Prima Divisione.

«Se iniziamo a ragionare così non va bene. Ovviamente mi auguro anch'io che si possa essere ripescati, ma ora noi siamo in Seconda Divisione e dobbiamo lavorare in quest'ottica, se poi in futuro dovesse cambiare la nostra categoria ne prenderemo atto. E' inutile adesso creare illusioni alla gente».

Effettivamente, a proposito di illusioni, tanti speravano in una forte penalizzazione dell'Andria, poi sappiamo tutti come è andata a finire.

«A forza di sperare negli altri siamo caduti, è meglio sperare in noi stessi e basta. Comunque per quanto riguarda le decisioni prese sull'Andria è giusto sottolineare che è uno scandalo clamoroso. Questo non toglie che noi siamo retrocessi per colpe nostre. Speriamo che ci sia un po' di giustizia, mi auguro in un ripescaggio, ma adesso dobbiamo gettare le basi per affrontare la Seconda Categoria».

Il prossimo anno in Prima Divisione non ci saranno retrocessioni, mentre dalla Seconda Divisione verranno promosse le prime nove classifica, le altre scenderanno in serie D. In pratica la Seconda Divisione sarà un campionato infernale.

«Esattamente, perciò bisognerà prepararci al massimo delle nostre possibilità. Sicuramente sarà un campionato molto interessante, anche se avrei fatto volentieri a meno di viverlo, visto che è la prima volta che retrocedo».

Luca Santoni

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