Sicurezza
Alessandro-jet Petacchi annuncia il ritiro dalle gare
ORTONOVO. AleJet appende la bicicletta al chiodo. Alessandro Petacchi, il ciclista italiano più vittorioso in attività, dopo un avvio di stagione deludente, annuncia il ritiro dal ciclismo con un...
ORTONOVO. AleJet appende la bicicletta al chiodo. Alessandro Petacchi, il ciclista italiano più vittorioso in attività, dopo un avvio di stagione deludente, annuncia il ritiro dal ciclismo con un lungo comunicato diffuso dalla sua attuale (e ultima) squadra la Lampre - Merida.
«Con la Parigi- Roubaix ho chiuso una prima parte di stagione durante la quale ho corso molto, cercando di essere protagonista in appuntamenti per me tradizionali, quali la Milano-Sanremo, e provando a confrontarmi con nuove sfide, quali la Parigi-Roubaix», scrive AleJet nel comunicato. E poi aggiunge: «Nella mia vita professionale ho raggiunto traguardi importanti e centrato tutti gli obiettivi che un corridore con le mie caratteristiche può desiderare - prosegue Petacchi -. Arrivato alla soglia delle 200 vittorie, però, sento di avere bisogno di dare una svolta alla mia vita, di trovare una nuova dimensione e di avere anche più tempo da dedicare alla mia famiglia».
Alessandro Petacchi, nato a La Spezia ma cresciuto tra Ortonovo e Molicciara, ha vinto veramente di tutto nella sua carriera da professionista: 27 tappe al Giro d'Italia (5 revocate), 6 al Tour de France e 20 alla Vuelta a España. Ha vestito la maglia rosa per sette giorni.
Ben 178 vittorie nel professionismo.
Ha debuttato nel 1996 con la maglia Scrigno, poi Navigare ('99), Fassa Bortolo (2000-05), Milram (2006-08), Lpr (2008-09) e quindi Lampre (dal 2010 a oggi). La sua vittoria più importante la Milano - Sanremo del 2005. AleJet dice di voler "cercare nuovi stimoli". «Devo rivolgere a tutti gli appassionati di ciclismo un arrivederci, con la possibilità di tornare in futuro a essere parte del mondo che tanto mi ha dato, mettendo a disposizione la mia esperienza e magari trasmettere alle nuove generazioni di atleti la bellezza del nostro sport».
Luca Borghini
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