Sicurezza
Azzurri, la nota positiva è la nuova forza d’animo
Nella marcia di avvicinamento alla sfida fondamentale contro il Barletta in programma domenica 28, ecco l’analisi del calendario delle due avversarie
CARRARA. Prosegue la marcia di avvicinamento alla sfida fondamentale contro il Barletta, alla ripresa del torneo domenica 28. Domenica prossima lo stadio sarà dedicato al podismo della Stracarrara, una parentesi prima della gara fra gli azzurri di Ivo Iaconi e i pugliesi di Nevio Orlandi.
Gli incroci per evitare l’ultimo posto sono noti. Ad oggi, Carrarese e Barletta, grazie alle vittorie rispettivamente in casa del Catanzaro e in casa contro il Prato (3-2 gli azzurri, 3-0 il Barletta), e alla contemporanea sconfitta del Sorrento a Perugia (2-1), hanno 20 punti, tre in più dei campani.
Tre punti che sono molti a tre giornate dalla fine, ma non ancora un margine di sicurezza. E’ evidente che il Sorrento cercherà di sfruttare al meglio, alla disperata, il calendario che gli propone due gare in casa, contro Catanzaro e Nocerina, e una sola trasferta a Frosinone, rispetto al Barletta che invece ha due trasferte (Carrare e Benevento) e una gara in casa contro un Viareggio che vuole evitare disperatamente i playout anche se appare oggettivamente in un momento difficile. Azzurri che dopo il Barletta andranno a Nocera e chiuderanno in casa con il Latina. La Carrarese è sicuramente artefice del proprio destino. Dopo un avvio di girone di ritorno-choc, con una vittoria (contro il Sorrento, 5-0), e ben otto sconfitte, finalmente si è sbloccata a partire dal blitz di Gubbio, poi la gara così-così con l’Andria (con un risveglio un po’ tardivo) e infine il capolavoro di Catanzaro, dove la squadra ha saputo addirittura riprendersi dallo choc psicologico di un doppio vantaggio annullato. Proprio il nuovo spessore psicologico, le nuove certezze acquisite dal gruppo sembrano il dato più saliente della gestione-Iaconi. Per la verità già nelle precedenti gare (Prato, Perugia e Paganese) Iaconi avrebbe meritato più di tre sconfitte, adesso la squadra sta trovando negli automatismi del 4-1-4-1 anche le risorse per supportare assenze pesanti come quelle di Lanzoni, Venitucci, Corrent, ed anche questo è un ulteriore elemento che deve fare ben sperare per riuscire ad ottenere l’obiettivo attuale, ovvero evitare l’ultimo posto. I sette punti in tre partite non devono però illudere: con distanze così ravvicinate, basta un niente, un episodio per tornare nel dramma. Ma intanto i quattro difensori stanno trovando continuità, tutto sommato a Catanzaro il primo gol è stato abbastanza casuale, con una deviazione che ha ingannato Cicioni, e il raddoppio dei calabresi è arrivato due minuti dopo che Melucci era subentrato a Bregliano, e sul centrosinistra (centrodestra visto dalla difesa azzurra) il Catanzaro ha approfittato dell’attimo in cui si dovevano sistemare le marcature. Un Orlandi in versione extralusso ha rimesso a posto le cose.
Orlandi è uno dei grandi rimpianti della stagione, se pensiamo a quanto è stato sacrificato. Dispiace anche il sacrificio di Merini e Malatesta, ma uno dei due probabilmente sarebbe entrato se non ci fosse stato il cambio obbligato di Piscitelli.
Ma il gruppo è coeso, tutti stanno lottando per un unico obiettivo e proseguendo con questo spirito anche un Bareltta cin individualità importanti, da La Mantia ad Allegretti, diventa alla portata.(m.b.)
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