Il Tirreno

Rush finale, cinque tappe per evitare l’ultimo posto

La Carrarese ha tre gare in casa e due in trasferta come il Sorrento, ma molto dipenderà dalle motivazioni delle avversarie all’ultimo turno

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CARRARA. Lanzoni e Juan Cruz più no che sì, Venitucci da oggi prova a rientrare in gruppo e potrebbe essere il sostituto naturale di Belcastro, squalificato, qualora mister Iaconi dovesse continuare nel 4-1-4-1, finora il suo marchio di fabbrica che a Gubbio ha iniziato a portare punti.

La settimana prima della ripresa della ripresa del torneo, con il quasi rush finale (il campionato osserverà una nuova sosta il 21 aprile, domenica dedicata alla Stracarrara), vivrà soprattutto sulla necessità di mantenere la concentrazione e la voglia di vincere messe in mostra nella città umbra. A Gubbio era stato l’atteggiamento iniziale a mettere in crisi i padroni di casa, francamente apparsi deboli e in difficoltà, più psicologica che effettiva: i Sottil-boys, privi del terminale offensivo Galabinov, quasi mai hanno dato l’impressione di credere nella possibilità di poter colpire la Carrarese.

Guai però a farsi illusioni, da qui alla fine ben difficilmente altre formazioni avranno un simile stato mentale, ma saranno cinque battaglie.

Riproponiamo la tabella con il cammino per evitare l’ultimo posto.

Nel turno del 24 marzo, come sappiamo, Baltetta e Sorrento hanno salomonicamente diviso la posta, forse facendo i conti senza l’oste e pensando che gli azzurri di Iaconi dovessero per forza perdere al cospetto del Gubbio. Così non è stato, grazie anche all’iniezione di grinta e attaccamento alla maglia portato dai “vecchi” Orlandi e Corrent. Lo abbiamo già scritto, noi siamo convinti che buona parte delle chance di evitare l’ultimo posto sono legate alla voglia di lottare che hanno ancora i componenti dello straordinario gruppo storico partito due anni fa, quindi i vari Benassi, Anzalone, Vannucci, Orlandi, Corrent, Merini innanzitutto, ma bisogna dire che anche Belcastro e Bregliano hanno assimilato la maglia azzurra. Dei nuovi arrivati, combattenti come Pestrin, Melucci, Malatesta e così via danno ampie garanzie, la valutazione delicata ma che purtroppo, in momenti così complicati bisogna comunque fare, è sempre quella: d’accordo, sono tutti professionisti e di comprovate doti umane e professionali, ma fra i baby, quanti hanno la verve, la cattiveria, gli “occhi di tigre” per lottare su ogni pallone oppure, inconsciamente, iniziano a posizionarsi sul futuro? Ci rendiamo conto che è un discorso scomodo, ma qui la posta in palio è altissima, e quindi mister Iaconi ha un’incombenza in più. Comunque, la rosa è abbastanza vasta, e il campo è impietoso: chi, anche non volendo, molla un attimo gli ormeggi, viene subito “sgamato”.

Un altro da cui ci aspettiamo un contributo più concreto in termini realizzativi è sicuramente Makinwa: a Gubbio, soprattutto nell’accelerazione che lo ha portato, nella ripresa, a tu per tu con il portiere, sembrava davvero un giocatore di un altro pianeta, con un paio di finte e uno scatto si è bevuto mezza difesa, ma la palla è finita alta. Il modulo sacrifica un po’ le altre punte, cioé Merini e Malatesta, mentre Mancuso se non altro gioca ma un po’ lontano dall’area. L’idea è quella di favorire gli inserimenti dall’esterno o per vie centrali (oltre che ovviamente prendere meno gol, e a Gubbio in effetti è stata la prima trasferta della stagione senza reti al passivo), ma con queste premesse, occorre che Makinwa ritrovi un po’ di concretezza. Non basta la preparazione, bisogna anche fare gol.

Tornando al cammino per evitare l’ultimo posto, sulla carta adesso a stare peggio è il Barletta, che ha tre trasferte, ma molto dipenderà dalle motivazioni che avrà il Benevento all’ultima giornata, e anche Prato e Viareggio, in Puglia, non sembrano avversari imbattibili. Morale: la Carrarese deve soprattutto pensare a se stessa, cercare di evitare ingenuità, errori, cartellini superflui. (m.b.)

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