Il dolore
Corrent: ora togliamoci dall’ultimo posto
E Diego Vannucci è realista: «Attenzione, siamo ancora i fanalini di coda, però questa vittoria fa morale»
GUBBIO. Nicola Corrent è stato riproposto titolare, dopo la parentesi con la Paganese, e la sua presenza si è sentita. Senso della posizione, grinta, capacità di fare pressing. Al 22’ della ripresa è però stato sostituito, la prima domanda è d’obbligo (visto che ha con sè una borsa dal ghiaccio): ci sono mica problemi? «Niente di particolare, mi stavo portando dietro un problema muscolare, abbiamo deciso che giocassi lo stesso perché comunque mancano poche partite e bisogna anche rischiare qualcosina, è andata bene, però eravamo d’accordo che dopo un’ora sarei uscito. Per la partita con l’Andria fra 15 giorni non ci dovrebbero essere strascichi». Domanda: rispetto a tante altre partite senza risultati positivi (la squadra era reduce da sei sconfitte di fila), cos’è cambiato? «Senz’altro - risponde il forte centrocampista azzurro - siamo scesi in campo con le idee chiare di attaccare un po’ più alto, c’è riuscito fare gol abbastanza presto, loro erano in difficoltà e direi che noi siamo stati bravi ad accentuare le loro difficoltà». L’episodio contestato dell’intervento di Anzalone su Bazzoffia: «Fossi stato l’arbitro - ammette Corrent - avrei fischiato il rigore». E ora con questa vittoria cosa cambia? «Cambia che se avessimo avuto quattro punti dalle penultime sarebbe stata tanta roba, ora abbiamo cinque partite in cui dobbiamo toglierci dall’ultima posizione». Un cronista locale fa notare che con un presidente come Buffon è strano che la Carrarese sia ultima: «Anche a noi dispiace - replica Corrent - di non riuscire a fargli fare la bella figura che meriterebbe, sia come personaggio sportivo che come presidente».
Gioisce Diego Vannucci, anche se sa bene che il cammino è al tempo stesso breve (cinque partite da qui alla fine della regular season, più auspicabili playout) ma anche lungo.
La chiave della partita secondo Vannucci: «La chiave è che da gennaio, da quando sono tornato, praticamente su ogni tiro in porta abbiamo preso gol, questa volta loro non hanno mai tirato in porta, ma noi abbiamo concretizzato meno di quanto abbiamo creato, e a volte va a finire che certe gare le pareggi. Quindi dobbiamo migliorare, ma siamo contenti di questi tre punti, che fanno classifica e morale, ma siamo sempre il fanalino. Vincere a volte dipende dalla fortuna, spesso però avremmo potuto fare un pareggio, e con qualche punto di più la nostra classifica sarebbe ben diversa».
Il presidente del Gubbio Marco Fioretti ammette: «La Carrarese non ha rubato niente, pur con i loro limiti hanno fatto la partita che dovevano fare, siamo noi che siamo mancati, l’episodio del rigore mancato è solo un episodio, quella di oggi era una tappa del nostro cammino in cui dovevamo dare un segnale ben diverso, e invece la realtà è che quando dobbiamo fare il salto di qualità, subiamo un’involuzione». I cronisti gli chiedono se mister Sottil rischia: «No, ora non ci sono le condizioni. Forse qualche settimana fa, ma la squadra si era ripresa, ma contro la Carrarese è davvero mancata all’appello».
Insomma una Carrarese che riesce a capitalizzare al meglio il gol di Orlandi e che adesso può preparare con una certa serenità la partita-chiave contro l’Andria, un’altra partita da vincere assolutamente.
Massimo Braglia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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