Il Tirreno

Il percorso a ostacoli per evitare la C2 diretta

di Massimo Braglia

D’obbligo battere in casa Andria e Barletta, ma anche in trasferta servono punti anche se finora sono stati raggranellati appena due pareggi, entrambi all’andata

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CARRARA. Sei partite ancora per evitare una retrocessione diretta ad appena tre anni di distanza da quella che nel 2010 portò la Carrarese in serie D, prima del ripescaggio in C2 e poi la straordinaria promozione.

Finora la Carrarese è riuscita a raggranellare tredici punti: dieci nel girone d’andata, tutti con Di Costanzo in panchina; tre soli nelle prime nove partite del girone di ritorno, in casa con il Sorrento. Un 5-0 che se non altro, in caso di arrivo a parità di punti permetterà alla Carrarese di essere in vantaggio negli scontri diretti con i campani; per esserlo anche con l’Andria, sarà d’obbligo vincere alla 28ª giornata, quando i pugliesi arriveranno allo stadio dei Marmi (all’andata fu 2-2).

Ivo Iaconi, qui da circa un mese, non ha ancora trovato la quadratura del cerchio. Ha sempre provato, partendo da Prato, un 4-1-4-1, puntando al classico “primo non prenderle”, ma la squadra azzurra è capace di ingenuità e incertezze in serie che partono da lontano. Fra i tanti errori, ammessi con forte autocritica (anche superiore alle sue reali e specifiche responsabilità) da Gigi Buffon domenica scorsa, vi è stato anche quello di rinnovare per quattro-quinti la difesa, mettendo in più fra i pali un portiere a digiuno di C1. Ora tre-quinti della difesa sono quelli della C2 e del primo anno di C1, ma non c’è niente da fare se, come accaduto domenica, Lanzoni e Piscitelli cincischiano “mia-tua” o se, come a Prato, una punizione innocua finisce dentro. Sono molte le “sliding-doors” che la Carrarese ha avuto, restando solo al girone di ritorno: contro il Frosinone, è stato l’arbitro a danneggiare gravemente la Carrarese con un’assurda espulsione ai danni di Anzalone, a Viareggio è stato autolesionista Benassi, in casa con il Pisa è stato Di Costanzo a gestire malamente i cambi, e pur essendo avanti 2-1 a 7’ dal termine è arrivata la sconfitta e l’esonero.

Nella tabella si vede il cammino da qui alla fine: la Carrarese è quella messa peggio in classifica, mentre come calendario più o meno le difficoltà si equivalgono: il Barletta ha cinque scontri con pericolanti e chiude in casa di un Benevento che potrebbe essere in corsa per i playoff ma anche no, idem la Nocerina ultima avversaria del Sorrento. Il rischio è che il peggior avversario, come già tre anni fa con il Bassano (contro cui la Carrarese ottenne un successo inutile) sia quello azzurro, con il Latina che probabilmente lotterà punto su punto con l’Avellino; l’auspicio è che fra cinque giornate la situaizone del Latina possa essere chiara (o promossa, o matematicamente al secondo posto), perché altrimenti sarà dura.

E’ evidente che per pensare di evitare l’ultimo posto, la Carrarese deve assolutamente vincere contro Andria e Barletta, e tirare fuori dei punti dalle tre trasferte. Finora, lontano dai Marmi gli azzurri hanno ottenuto solo due punti (Andria e Barletta), e non vincono dal 30 ottobre 2011 (a Piacenza, tripletta di Orlandi). Adesso Iaconi ha l’organico praticamente al completo, solo Venitucci ha ancora qualche problemino, Anzalone non è al top, Melucci recupera.

La formazione di domenica scorsa, sinceramente, non ci ha convinto: troppo leggeri in mezzo (Belcastro-Juan Cruz, due fuscelli), troppo lontani dall’area avversaria con Mancuso e Margiotta larghi. Noi siamo un po’ condizionati forse dalle stagioni d’oro precedenti, ma ci riesce difficile pensare che Corrent avrebbe fatto peggio di Juan Cruz o Orlandi di Margiotta (quel fallo di mano da cui è nato il gol su punizione è veramente assurdo). Siamo d’accordo con Iaconi che più che il modulo conta l’atteggiamento, la determinazione; ma è più facile che questa determinazione e cattiveria l’abbiano gente legata anche affettivamente alla Carrarese (Merini, Corrent, Orlandi e c.) che non chi, per ovvi motivi e certo non gliene facciamo una colpa, comunque vada fra un paio di mesi al massimo sapranno già di tornarsene alla base.

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