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Azzurri, la strana maledizione dei Greco

Azzurri, la strana maledizione dei Greco

Trent’anni fa il papà dell’arbitro di domenica scorsa fischiò un rigore assai dubbio nella decisiva trasferta di Padova

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CARRARA. E’ “la maledizione dei Greco”. Esiste infatti un curioso filo conduttore tra la gara dalla Carrarese contro il Perugia e una lontana partita giocata trent’anni fa: Padova-Carrarese del 13 marzo 1983. L'aspetto incredibile è che in entrambi i casi la Carrarese ha perso con lo zampino di un Greco di Lecce. Alessandro Greco, il fischietto di Carrarese-Perugia, è figlio d'arte; suo padre Roberto un tempo era arbitro e fu lui nel 1983 a dirigere Padova-Carrarese (2-1). Due giorni fa il figlio Alessandro ha negato almeno un penalty alla Carrarese, senza parlare dei falli a favore degli azzurri non fischiati nel secondo tempo (un contrasto su Merini al limite dell'area grida ancora vendetta). Negli anni '80 il padre Roberto fischiò un rigore decisivo al Padova a due minuti dal termine, penalty da molti giudicato inesistente. «Carrarese mortificata, beffata, defraudata»: così si apriva l'articolo di Mauro Dal Canto, inviato del “Tirreno” a Padova. Il rammarico era ed è ancora enorme: quella fu una partita decisiva. La Carrarese quell'anno era in piena lotta per la promozione in B. L'incontro si era aperto col vantaggio dei padroni di casa al 7', ma poi i ragazzi di Orrico erano riusciti a pareggiare ('84). Con questo risultato la Carrarese avrebbe mantenuto la seconda posizione con 31 punti e il Padova sarebbe rimasto terzo con 30.

L'ex azzurro Pierluigi Panizza di quella squadra era il capitano e di quella partita fu il protagonista, firmando il gol del momentaneo 1-1 con una bordata imprendibile: «In quella gara ci fu un rigore inesistente per il Padova (presunto fallo di Araldi su Donati ndc). Fu una partita decisiva, molto importante. Sono passati tanti anni ormai, non ricordo tutto, ma ricordo con esattezza che quel rigore non c'era. Quella partita, insieme ad altre, determinò sicuramente la promozione del Padova». Alla fine a spuntarla furono i biancorossi, piazzatisi secondi con 43 punti dietro la Triestina, e davanti alla Carrarese ferma a 40 punti (a quei tempi non esistevano ancora i playoff e le vittorie assegnavano due punti). «Nella gara di Padova ci fu tolto sicuramente qualcosa d'importante – continua Panizza - Eravamo una buona squadra. Avevamo fatto bene fino a quel punto. Poi ci fu una sconfitta a Mestre (2-1) che ci tagliò le gambe. Senza dimenticare il famoso Carrarese-Brescia (0-1): molti dicono che fosse stata venduta, ma non è vero, anche se tanti giocatori passarono al Brescia l'anno successivo (compreso Orrico ndc). Io vissi quella settimana, ci allenammo e ci comportammo tutti nello stesso modo. Non ci fu un carico eccessivo sul piano fisico che potesse far pensare a qualcosa di anomalo. Ricordo anche l'errore tra me e Bobbiesi dal quale scaturì il gol del Brescia».

Passando al presente, cosa pensa delle attuali difficoltà di classifica della Carrarese?

«Non ho visto partite quest'anno. Sono situazioni difficili, però con i tre punti potrebbe bastare poco per evitare almeno l'ultimo posto, visto che anche Barletta e Sorrento fanno fatica. Serve un ambiente tranquillo, nel quale l'allenatore possa lavorare in pace».

Qui Luni. Melucci ha riportato un'elongazione alla coscia destra (starà fuori dieci giorni). Venitucci, anche lui uscito anzitempo, è stato messo ko da un attacco di pubalgia (tempi di recupero ancora tutti da valutare). Merini ha preso un pestone ad un piede. In compenso Makinwa ormai sta bene, e così Malatesta dovrebbe riprendere, visto che il problema al polpaccio non è grave.

Luca Santoni

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