Sicurezza
Il ds Federico: la squadra può ancora dare di più
«Siamo soddisfatti perché la strada è quella giusta, grazie anche al tecnico però quest’organico ha delle potenzialità espresse solo al quaranta per cento»
CARRARA. Mentre la squadra prepara l’ultima gara dell’anno e del girone, sabato a Latina (per sostituire gli squalificati Pedrelli e Venitucci in preallarme Juan Cruz e Orlandi, rientrerà Makinwa), il direttore sportivo Sandro Federico interviene sul ritorno alla Carrarese di Fabrizio Anzalone.
Direttore, è raro che un giocatore torni nella stessa squadra che aveva lasciato pochi mesi prima...
«Dipende dalla situazione. E' capitato anche a me da calciatore in passato e non ci vedo niente di strano. Anzi è un modo per rinforzare l'organico con un giocatore che conosce già tanti compagni e l'ambiente. La difficoltà del momento ci ha portato a fare delle considerazioni. Fabrizio è un ulteriore rinforzo per una squadra che vuole tirarsi fuori da queste difficoltà. Quest'estate non avevamo raggiunto un accordo per tanti motivi, ma Anzalone rimaneva un giocatore stimato da tutti e anche da me. Non c'è nessun tipo di problema. Stiamo parlando di un ragazzo in gamba ed esperto. Un'altra considerazione che abbiamo fatto insieme al mister è che Anzalone è mancino. E' importante anche questo, perché dopo l'infortunio di De Paola non avevamo molti altri “sinistri”».
Anzalone ha firmato un contratto biennale, ha cominciato ad allenarsi con la squadra a Luni da martedì, e sarà tesserabile dal 2 gennaio. Avrà due settimane di tempo per lavorare con la squadra ed essere a disposizione per la prima gara del 2013, il 6 gennaio in casa contro il Frosinone. Sempre a Luni si sta allenando l'altra novità Adrian Popa, ex Università Cluj. Il giocatore rumeno arriva in prestito con diritto di riscatto dalla Dinamo Bucarest, sua società di appartenenza. Ci potrebbe essere la possibilità di lavorare in prospettiva sul calciatore e farlo crescere a Carrara. La speranza è di poter avere fra le mani un altro elemento “da mercato”, proprio come sta accadendo per Mancuso (il cui cartellino è completamente della Carrarese), che a suon di gol ha indirizzando su di se gli occhi di parecchi addetti ai lavori.
«Popa è un giocatore di struttura – osserva il direttore - rapido pur essendo forte fisicamente. Un '90, quindi un giovane. Dove lo collocheremo in campo? Lo valuteremo in queste due settimane. Proprio per la sua duttilità (può giocare in difesa e a centrocampo ndc) abbiamo pensato di portarlo subito a Carrara, perché in un momento così difficile potrebbe darci una grossa mano in più ruoli».
A differenza di Anzalone, per Popa l'iter burocratico non è ancora finito. Prima di essere a tutti gli effetti un giocatore della Carrarese bisognerà attendere di rettificare il transfert. I tempi dovrebbero comunque permettere alla Carrarese di poter utilizzare il giocatore alla ripresa del campionato. Ci sono tante aspettative e si spera di vivere un girone di ritorno più entusiasmante. «Faremo valutazioni di settimana in settimana – dichiara Federico. Sono convinto che questo organico può e deve dare molto di più. Ora sta dimostrando qualcosa sul piano del temperamento, del cuore, della forza di volontà, ma può fare meglio dal punto di vista tecnico».
Però il vento sembra tirare finalmente a favore della Carrarese.
«Abbiamo vissuto tante vicissitudini. In soli quattro mesi credo che fra tutte le squadre del nostro girone siamo stati i più tartassati fra squalifiche, infortuni, problemi vari. Abbiamo subìto di tutto, ma abbiamo tenuto botta. Adesso stiamo risolvendo qualcosa. Iniziamo a respirare e ad avere quasi tutti i nostri effettivi in una condizione ottimale, grazie anche ad un certo tipo di lavoro».
Sandro Federico si riferisce all'operato del tecnico Nello Di Costanzo che ha raccolto una Carrarese in ginocchio e l'ha fatta rialzare con tanto coraggio, pazienza e lavoro. Certo, i problemi non sono finiti, gli azzurri sono solamente all'inizio di una salita ancora lunga e difficile, ma per lo meno adesso possiamo ammirare undici giocatori (più i cambi) che lottano come una vera squadra. «Vorrei sottolineare il lavoro straordinario del mister – spiega il direttore - E' arrivato con grande spirito e i frutti del suo impegno sono sotto gli occhi di tutti». Tra i meriti da riconoscere a Di Costanzo c'è anche quello di aver dimostrato grande elasticità nella costruzione delle formazioni. E poi ha dato un carattere a questa squadra che non muore mai.
«Infatti – conclude Federico - quando parlo di squadra io intendo giocatori e tecnico. Bisogna riconoscere i meriti di questo allenatore che sta facendo cose straordinarie. Con questo non dico che abbiamo risolto tutti i problemi, anzi. Abbiamo mostrato solo il 40% del nostro potenziale, adesso ci attende il restante 60%».
Luca Santoni
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