Sicurezza
Giannini, il mancino leader della difesa bunker
Solo sette le reti al passivo per il Lunigiana dominatore di prima categoria «Domani con il Capostrada vogliamo vincere e mantenere il largo vantaggio»
PONTREMOLI. Ad una sola partita dal giro di boa del campionato, sembra ormai che il Lunigiana con i suoi sedici punti di vantaggio sulle inseguitrici abbia messo più di una seria ipoteca sulla conquista della promozione.
La truppa di mister Giorgio Chelotti dimostra di domenica in domenica di essere una macchina costruita per vincere (12 vittorie e 2 pareggi), riuscendo in ogni partita a spuntarla anche contro avversari coriacei. Ma qual è il segreto di questa squadra? Guardando i numeri tutto sembra più chiaro. 33 reti segnate sono un ottimo bottino, ma quello che impressiona veramente sono le sole 7 reti subite dall’inizio. Una difesa che è un mix tra esperienza e vigore giovanile ed ha in Marco Giannini il baluardo più significativo. Arrivato alla corte del presidente Rizzi nella passata stagione, il centrale, ex Romagnano, Valdivara e Colli di Luni, per il secondo anno consecutivo ha sposato la causa del sodalizio pontremolese. Di Montignoso, è il vero leader della retroguardia, e beniamino del pubblico del “Lunezia”. Mancino naturale, Giannini ha la caratteristica non solo di orchestrare la manovra di gioco dalla difesa ma soprattutto ha affinato negli anni l’abilità del calcio piazzato, dote che gli permette di essere definito a fine stagione un difensore-goleador.
E’ stato difficile digerire la mancata promozione conquistata sul campo l’anno scorso?
«E’ bruciato a tutti essere così penalizzati, non solo a me. Avevamo festeggiato convinti di esser stati promossi, tuttavia quella situazione incredibile ci ha fatto rimboccare le maniche ed ha dato a tutto l’ambiente la forza di disputare un campionato come quello di quest’anno».
E’ qui al Lunigiana che hai raggiunto l’apice della tua carriera?
«Sicuramente sto disputando una delle mie migliori stagioni, anche se già ai tempi del Colli di Luni avevo raggiunto un ottimo livello».
Qual è il segreto per diventare una squadra imbattibile come siete voi?
«Bisogna scendere in campo per imporre il proprio gioco ed essere convinti di vincere. In questo devo ringraziare mister Chelotti che da inizio anno prepara la squadra per affrontare le partite in un certo modo».
Tornando al derby di domenica scorsa, per poco non gettate al vento la vittoria...
«E’ un difetto che dobbiamo migliorare, non è la prima volta che accade e bisogna lavorarci sopra. Ci rilassiamo troppo presto e rischiamo inutilmente di gettare via dei punti fondamentali».
Domani un testa coda col Capostrada Belvedere, che match sarà?
«Ci aspettiamo di vincere e chiudere il girone nel migliore dei modi. Dobbiamo mantenere inalterato il distacco dalle inseguitrici».
Quali sono i giovani del Lunigiana di cui sentiremo parlare a lungo?
«Ci sono moltissimi giovani davvero interessanti. Mattia Gerali è un centrale difensivo classe 94 di assoluto valore. Il secondo portiere Marco Pedroni classe 93 sarebbe titolare ovunque se non avesse davanti Rovere. Tra gli altri anche Tedeschi, Zoppi e Belli hanno davanti un’ottima carriera».
Quale giocatore ti ha impressionato maggiormente quest’anno?
«Senza dubbio Matteo Rovere, è un portiere da altre categorie. Sono convinto che se lo scorso anno non avesse avuto la squalifica, avremmo vinto sicuramente il campionato».
Come sarà affrontare l’Aullese con il tuo mentore Gassani in panchina?
«Ho passato quattro anni con lui, lo rispetto molto. Già si tratta di un derby e lo sento molto, in più sarà contro di lui. Ad ogni modo sarà importante vincerlo più per il cammino della squadra».
Un sogno nel cassetto?
«Senza dubbio portare il Lunigiana in promozione, poi si vedrà».
Saverio Beghè
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