Il Tirreno

La tifoseria incita e trascina la squadra azzurra

La tifoseria incita e trascina la squadra azzurra

E intanto sul fronte ospite mister Cozza è in silenzio stampa. Il presidente: «Fallo di Malatesta sul gol»

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CARRARA. Nonostante le evidenti difficoltà della squadra, la tifoseria, a parte qualche accenno a tirare fuori gli attributi dopo il secondo svantaggio, ha sostenuto a lungo la squadra, trascinandola al pareggio. Un segnale forte di vicinanza alla squadra azzurra.

Intanto, sul fronte ospite, l’allenatore del Catanzaro Francesco Cozza sceglie la strada del silenzio stampa: secondo il mister ospite, l'attaccante della Carrarese Malatesta avrebbe fatto fallo di mano, in occasione della sponda che ha poi consentito a Mancuso di scaraventare in rete la palla del definitivo 2-2. Davvero poca fortuna per il Catanzaro a Carrara, dove in Coppa aveva già subito una rimonta ancor più clamorosa. A parlare è il presidente Giuseppe Cosentino: «Siamo arrabbiati, soprattutto il mister, per come è nato il secondo gol della Carrarese, il fallo di Malatesta a noi tutti è parso netto, e quindi avremmo potuto fare nostra la partita. Detto questo - ammette il massimo dirigente ospite - oggi il Catanzaro non ha giocato da Catanzaro: il primo rammarico, è che non riusciamo a chiudere una partita in undici, oltretutto per un fallo che non serviva assolutamente, non è da professionisti un comportamento simile».

Il riferimento, ovviamente, è all'intervento di Mariotti su Venitucci che ha lasciato i giallorossi in 10 al 19' della ripresa. «Sempre, io e il mister, prima della partita preghiamo i giocatori di non fare falli inutili: e invece, già dopo poco che era entrato Mariotti è stato graziato, perché aveva fatto un fallo da rosso. Troppa tensione, bisogna farlo calmare». E aggiunge: «Abbiamo giocato comunque meglio in 10 che in 11, resta un grande rammarico per il successo mancato; però alla fine, visti i risultati degli altri, ci accontentiamo. Dobbiamo però assolutamente migliorare come qualità del gioco e sul piano delle ingenuità che continuiamo a commettere». Un cronista calabrese fa notare che potrebbero aver pesato le assenze. «Veramente - risponde il presidente - mi risulta che anche alla Carrarese mancassero sei giocatori. La verità è che sulla carta dovevamo essere meglio della Carrarese ma non lo siamo stati, la squadra non mi è piaciuta, a parte alcuni singoli che vorrei citare: sicuramente Russotto e Fioretti, ma anche il giovane Orchi, che in difesa ha fatto meglio di altri veterani». (m.b.)

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