Gioco
Collini, la vita fra i pali ricomincia a 38 anni
L’estremo difensore del Terrarossa, proprio nella squadra del suo paese, dopo alcuni anni in secondo piano è riuscito a ritornare grande protagonista
TERRAROSSA. Il derby di domenica scorsa tra Terrarossa e Monti ha avuto un assoluto protagonista: Andrea Collini, estremo difensore della formazione giallorossa di casa, autore di almeno un paio di interventi miracolosi.
La storia di Andrea non è delle più comuni, infatti il ragazzo originario proprio di Terrarossa, negli ultimi anni era stato un po’ dimenticato dal calcio che conta, passando dal campionato amatori al Barbarasco in terza categoria, ma con la mansione di secondo portiere.
Quest’anno le circostanze hanno voluto che Andrea Collini, 39 primavere il prossimo luglio, avesse l’opportunità di vestire “la numero 1” proprio nella squadra del suo paese.
Dopo qualche giornata di ambientamento tra i pali del “Sergio Bernardi”, il “Colo”, come lo chiamano tutti gli amici, sembra stia rivivendo una seconda giovinezza, con prestazioni davvero convincenti.
Nel derby appena passato poi, le sue parate hanno permesso ai ragazzi di mister Mancini di portare a casa un punto prezioso.
Della sua rinascita calcistica e del momento felice per il Terrarossa ne abbiamo parlato proprio con Andrea. Vediamo cosa ha risposto alle nostre domande sul pianeta calcio della Lunigiana e ovviamente sulla sua seconda giovinezza fra i pali.
Domenica una prestazione fantastica. Quali emozioni hai provato?
«Ci tenevo particolarmente a far bene in questa partita, sono un ex, conosco il loro ambiente e devo ammettere che la sentivo molto. Il mister ha creduto in me, ce l’ho messa tutta e sono felice di aver ripagato la sua fiducia».
La vostra classifica sorride. Te lo aspettavi all’inizio?
«A vedere gli acquisti fatti mi aspettavo un’ottima stagione. L’espulsione e le giornate di squalifica al nostro bomber Giorgio Panesi mi avevano preoccupato, ma i ragazzi sono stati bravissimi nel sopperire alla sua assenza forzata».
Le previsioni per il derby con l’Atletico Pontremoli?
«Loro sono davvero forti, comunque ce la metteremo tutta e spero di ripetere una prestazione come domenica scorsa. Una vittoria in trasferta darebbe una grossa spinta sia per il morale che per la classifica».
Parlando di te. Pensavi di poter tornare a questi livelli?
«No, non ci pensavo ma lo speravo. Sono tornato al Terrarossa dopo alcuni anni ma pensavo di fare il dodicesimo. Ho avuto l’opportunità di essere titolare e l’ho colta, ripagando soprattutto la fiducia che ha riposto in me il nostro direttore tecnico Stefano Galleri. Sono davvero felice di essere tornato a casa tra i miei amici».
Cosa vuol dire per te giocare nella squadra del tuo paese?
«E’ sempre stato difficile. Prima facevo molto caso alle critiche da bar, quando ti puntano il dito contro al minimo errore. Girando tanto per la Lunigiana sono cresciuto molto ed ora giocare nel Terrarossa mi dà delle emozioni ogni volta fantastiche».
Qual è il segreto per arrivare a 38 anni ed essere ancora protagonista?
«Lavoro sodo e allenarsi con voglia. L’importante è sempre quello, la fatica ripaga. Anzi, forse mi alleno meglio adesso che a 18 anni».
Sei stato e sei tuttora un simbolo del calcio lunigianese. Chi vedi come tuo erede?
«Come mio erede vedo Marco Cavalierdoro, portiere del Barbarasco ma sicuramente da categoria superiore. Tutto dipenderà dalla testa, dalla voglia; quest’anno sta facendo bene, l’ho allenato e so dove può arrivare. In prospettiva è sicuramente lui il migliore».
Chi ti dava per finito si è dovuto ricredere. Cosa vuoi dire ai tuoi “gufi”?
«Non ho niente contro i “gufi”. Non si è mai finiti se ci credi veramente. Il fisico mi sostiene e penso di poter dare ancora tanto al calcio».
Per finire, qual è il tuo sogno nel cassetto?
«Sicuramente vincere il campionato con il Terrarossa sarebbe il sogno. Subire pochi gol è poi l’obiettivo personale, ma lo è anche per tutti i portieri in generale».
Saverio Beghè
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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