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Occhio a Bazzani, il pericolo n.1 per le ambizioni delle zebre

MASSA. Ha 36 anni, ha sposato una velina, Alessia Merz, diventando papà di due splendidi bambini e dopo un’estate passata a pensare se era giunto il momento di appendere le scarpette al chiodo ha...

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MASSA. Ha 36 anni, ha sposato una velina, Alessia Merz, diventando papà di due splendidi bambini e dopo un’estate passata a pensare se era giunto il momento di appendere le scarpette al chiodo ha deciso di darsi una seconda vita da atleta. Ed è tornato a vestire la maglia del Mezzolara, la squadra rivelazione (anche se in realtà è una conferma) del girone di serie D della Massese. Il giocatore si chiama Fabio Bazzani, uno che ha fatto decine di gol anche in serie A vestendo la maglia di Perugia e Sampdoria. Una scoperta di mister Cosmi, uno che quando giocava con Flachi sembrava essere destinato alla nazionale. Invece poi una serie di infortuni lo ha frenato proprio sulo più bello. Bazzani domenica sarà il pericolo numero uno per la retroguardia della Massese. Conosciamolo un po’ meglio.

A partire dalla scelta, a 34 anni, di dire basta col calcio che conta e di rifugiarsio in serie D. «L'ho fatto per la mia famiglia e i miei due bambini: dovevano iniziare l'asilo. Ho scelto di stabilizzarmi a Bologna, vicino a casa, dopo tanto tempo che ero in giro. Poi dopo due anni di C, uno a Pescara e uno alla Spal, dove ho capito che la situazione della C stava degenerando: non c'erano più grosse certezze, le società saltavano, fallivano o faticavano a mantenere gli impegni. Ho capito che non valeva la pena continuare, nonostante avessi ancora richieste fra i professionisti. Questo è il terzo anno con il Mezzolara e sono contentissimo di questa scelta, sia perché mi permette di passare più tempo coi miei cari, sia perché ho ritrovato lo stimolo giusto per giocare».

Il Mezzolara lo scorso anno ha sfiorato la promozione arrivando a 5 punti dal Forlì, che ha poi vinto il campionato. Quest'anno quali sono gli obiettivi? «Riuscire a centrare i play off per il terzo anno di fila sarebbe il massimo. Non dimentichiamo che Mezzolara non è una realtà come Pistoia, Spal, Lucca, Piacenza o Massa, ma una società piccola che sta facendo miracoli. Riuscire ad entrare nelle prime 5 sarebbe un altro grande successo». Infine sulla sua scelta di resstare nel mondo del calcio per un altro anno: «Quest'estate ho fatto il ritiro a Coverciano. Ho potuto allenarmi e mantenermi in forma, ma anche fare il corso per il tesserino da allenatore: ho preso il patentino di base. Ero indeciso se continuare o meno, ma alla fine ho scelto di fare un'altra stagione da giocatore con il Mezzolara». Poi per lui si aprirà la carriera da mister.

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