Sicurezza
«Non mi va di essere preso per i fondelli»
Buffon: sono pronto ad altri sforzi economici ma a fine stagione valuterò tutto. E ognuno si prenda le sue responsabilità
di Massimo Braglia
CARRARA
Gigi Buffon, come ha sempre fatto da quando è entrato nella società azzurra, torna a metterci la faccia in prima persona: si assume le proprie responsabilità della gestione tecnica, ma al tempo stesso si toglie qualche sassolino dalla scarpa: attenzione, ricorda, due mesi fa tutti dicevano che l'importante era non finire in eccellenza. Gli errori tecnici sono stati commessi, ma c'è piena volontà di porre rimedio, anche con sforzi economici. Ma certo, tutte le critiche che stanno piovendo in questi giorni di difficoltà potrebbero anche fargli cambiare idea sulla possibilità di proseguire nel progetto triennale di cui aveva parlato anche di recente ai microfoni di Rai Sport 1, perché, testuale, non gli va di essere preso per i fondelli.
. Gigi, come pensi di poter rimettere in sesto una situazione così critica?
«Detto francamente, la nostra situazione è sotto gli occhi di tutti, una situazione che ci ha sorpreso e ci ha preso in contropiede; l'ho già detto al momento dell'arrivo di Di Costanzo, non ce lo aspettavamo e non pensavamo di ritrovarci in questa condizione, perché pur fra tutte le difficoltà del caso, che sono state tante, ma veramente tante e sotto tutti i punti di vista, avevamo la ferma convinzione di avere costruito una squadra e un assetto di squadra che non dovesse avere alcun tipo di problemi per la permanenza in C1, insomma per la salvezza che era l'obiettivo di stagione. Detto questo però c'è da prendere in esame i risultati e ciò che dice il campo, che non mente mai, è che dopo nove partite ne abbiamo perse otto, e questo significa che abbiamo fatto degli errori, è innegabile».
Da oggi cambierà qualcosa?
«Più che cambiare, diciamo che bisogna ribadire alcuni concetti. Quindi, visto e considerato che ci sono delle persone addette all'area sportiva, vale a dire Sandro Federico e il mister Di Costanzo, dei quali abbiamo piena fiducia e detto per inciso, a proposito dell'allenatore penso davvero che sia stata la scelta migliore, per la preparazione che ha e per la voglia e le idee, ebbene Sandro e il mister si stanno confrontando per capire realmente le esigenze della squadra e per poterla migliorare. Hanno carta bianca per farmi sapere chi vogliono, chi ritengono necessario per evitare qualsiasi tipo di problematica. A breve verrò informato su questo tipo di situazione, e ognuno deve prendersi le proprie responsabilità; se fino ad oggi sono stati fatti degli errori, il primo responsabile sono io, perché sono la persona che ha approntato la squadra e il team. Tutti finora hanno avuto delle attenuanti, adesso non ce ne saranno più, siamo professionisti e devono prendersi le proprie responsabilità. Il segnale che intendo dare è che non ho paura di fare un ulteriore sforzo economico, ma inizio a pormi il problema di come e cosa recepisce la città».
Ti danno fastidio le critiche alla gestione della società?
«Non è quello, semplicemente, penso di dover valutare molto attentamente tutto quello che succede e si dice in città, perché sono uno che riflette molto sulle cose, anche se non parlo molto, e non mi va di essere preso per i fondelli, magari da persone che parlano e pontificano, ma che se fosse per loro la Carrarese sarebbe in Interregionale. Ricordiamoci che ci sono piazze come Foggia, Taranto, Lucca, Siracusa, Ferrara, Piacenza, Trieste, e altre ancora, piazze importantissime a cui piacerebbe essere nei nostri panni, ora in C1, piuttosto che in serie D o peggio. Ho una discreta memoria: a luglio, agosto e settembre, a tutti stava bene anche un campionato scarso, mentre ero io, che ho una credibilità e una dignità, che sono sempre al primo posto della mia scala di valori, a volere osare qualcosa di più. Gli sforzi che ho fatto andavano in quella direzione, per il momento non abbiamo centrato l'obiettivo, mi auguro di risolvere in fretta i problemi tecnici ma determinate riflessioni sul futuro le faccio e le farò ancora, perché molti atteggiamenti non mi piacciono. Quando prenderò una decisione sarà quella, non tornerò indietro».
Significa che a fine stagione potresti lasciare?
«È prematuro dirlo. La riflessione è complessiva. Faremo il possibile per ottenere una buona posizione in classifica, poi valuteremo. Fin da quando ho cominciato il mio impegno con la Carrarese ho parlato chiaro con tutti e soprattutto con i ragazzi della curva, che considero il cuore pulsante del tifo, ai quali ho sempre detto: sono uno di voi, ditemi le cose in faccia, fra noi non ci potrà mai essere rancore. E ho sempre detto che non voglio far passare il concetto che la Carrarese è mia, ma è della città, sarò felice il giorno in cui qualcuno potrà proporre qualcosa di veramente ambizioso per la squadra, però la storia dice che a parte un paio di stagioni negli Anni 40 in B, la Carrarese ha sempre fatto C1 o C2 sostanzialmente, la realtà è questa. Da quando sono arrivato con Lucarelli e gli altri, prendendo la squadra retrocessa in serie D, abbiamo comunque vinto un campionato e sfiorato i playoff l'anno successivo. Se poi la città dimostrerà di non avere tempo o voglia di aspettare un po' di più per mettere a punto il nostro progetto, allora, basta non mi interessa più la cosa. Non penso di chiedere molto sollecitando un po' di coerenza da parte di tutte le componenti esterne».
Ma a parte qualche eccezione, le critiche sono soprattutto tecniche, e su quelle ad oggi non si può dar torto. La squadra fa fatica in mezzo al campo, segna poco, prende gol nei primi minuti…
«Tutto vero, sul piano tecnico sappiamo che avevamo impostato un progetto con mister Sabatini, per giocare a calcio in modo tecnico e veloce, ma ci siamo trovati costretti a cambiare. E siamo pronti a intervenire di nuovo. Questo è sicuramente il mese più importante della stagione, abbiamo davanti quattro partite importantissime in casa con il Gubbio, poi ad Andria, in casa con il Catanzaro e a Barletta. Anche piazze come Catanzaro e Barletta sono in difficoltà, non siamo gli unici. Ci aspettiamo risposte importanti dalla squadra, noi restiamo convinti che anche adesso almeno 3-4 squadre siano inferiori a noi, ma dovrà essere il campo a dirlo. Potremmo concludere così: adesso diamoci un periodo in cui ci concentriamo sulle cose di campo, ricordando bene a tutti che ci sono dei responsabili dell'area tecnica, cioè il ds Federico e mister Di Costanzo, e c'è chi continua a fare, bene, ciò che fa da due anni, parlo di Cristiano Bottici, che ha il compito in società di provvedere a ripianare un pregresso importante. Per decidere se proseguire o meno con il progetto valuteremo più avanti, adesso l'urgenza è fare quadrato tutti assieme per tirarci fuori da questa situazione di classifica».
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