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Ma per salvarsi serve una scossa traumatica

Ma per salvarsi serve una scossa traumatica

CARRARA. Speriamo che la forza fisica di Makinwa e l’esperienza di Melucci servano a dare una prima assestata a una squadra che in cinque trasferte ha segnato un solo gol, a Pisa, e che nelle ultime...

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CARRARA. Speriamo che la forza fisica di Makinwa e l’esperienza di Melucci servano a dare una prima assestata a una squadra che in cinque trasferte ha segnato un solo gol, a Pisa, e che nelle ultime 8 partite, fra campionato e coppa, ha subìto 20 reti.

Magra consolazione il fatto che il Barletta continui a perdere, e che sia ancora ultima a pari punti della Carrarese.

Nelle 21 partite restanti, per avere una speranza di salvarsi senza playout, bisogna fare 32-34 punti, a seconda della quota salvezza. Fantascienza, a meno di non dare una scossa radicale già da oggi e poi a gennaio. Il problema è che quando una squadra entra nel tunnel, uscirne è difficilissimo, soprattutto se alla fine gli interpreti sono sempre gli stessi.

Il ds Federico dice di voler restare al suo posto: pubblicamente, ha sempre detto di essere lui il responsabile tecnico, e allora o trae le conseguenze, e si dimette per aver costruito una squadra malissimo assortita (una per tutte, siamo partiti con tre interni fotocopia, Venitucci, Belcastro, Ciciretti, e nessuno fisicamente in grado di reggere un centrocampo di C1), oppure si dà un termine - massimo un mese - per rivoltare davvero come un calzino (lo aveva detto dopo Pisa, ma senza dare seguito all’annuncio) un gruppo che sta dimostrando di non avere qualità tecniche e caratteriali.

Nelle ultime tre trasferte, Pisa, Perugia e Pagani, la squadra è andata in svantaggio nei primi 8 minuti. Vuol dire che è scesa in campo già con la paura addosso.

Noi, spacciati per spacciati, a questo punto saremmo per una soluzione davvero radicale: la Carrarese ai carrarini o alle bandiere, quindi Buffon dovrebbe riflettere e portare subito in società, come osservatori, consulenti e aiutanti, bandiere come Pirin Menconi, Pierluigi Panizza, Marco Cacciatori, Giancarlo Guerra, ma anche valutare se non sia il caso di richiamare uno come Corrado Orrico, che sicuramente darebbe una scossa traumatica a questi fanti, e a gennaio Nelso Ricci, Volpi permettendo.

Nella giornata di ieri i contatti fra l’entourage di Gigi e Buffon ci sono stati, la volontà è quella di risollevarsi e di non perdere la categoria, e quindi qualcosa sarà fatto. Ma c’è anche un’altra questione non ben chiarita. Il punto è che non sappiamo bene cosa sia successo qualche tempo fa a Luni con Simone Del Nero, e forse è meglio non approfondire: ma se davvero qualcuno non ha voluto che si allenasse con la Carrarese, quel qualcuno farebbe bene prima a leggersi un po’ di storia di una squadra che ha cento anni, e che deve tantissimo a gente come Davide Del Nero, il papà di Simone. Simone Del Nero è un bravo calciatore, con la sua classe farebbe comodo. Se insieme a Makinwa, con cui ha giocato nella Lazio, ci fosse anche Del Nero domani a Luni ad allenarsi e domenica in campo contro il Gubbio, ne guadagnerebbe tecnicamente la squadra e sarebbe un altro segnale che sì, i momenti no ciclicamente nelle squadre ci possono essere, ma che la storia non si dimentica.

Insomma, la situazione è davvero drammatica, ma c’è tempo per rimediare. Aver smantellato una squadra forte e solida come quella dell’anno scorso è stato un errore assurdo, come assurdo è stato dare retta a Sabatini che continuava a ripetere di credere nelle possibilità del gruppo iniziale. Ficagna, infortunato, potrebbe essere cartellinabile fra una settimana: con un poker così, Makinwa, Melucci, Del Nero e Ficagna, forse da qui alla fine del girone d’andata si potrebbero vincere tre partite su sei, girare a dodici, e poi sperare a gennaio di cambiare altri due-tre pezzi per andare a evitare la retrocessione. (m.b.)

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