Sicurezza
L’Apuania vuole lo scudetto L’olimpionico Bobocica c’è
CARRARA. L’Apuania tennis tavolo non si nasconde più e annuncia per voce del presidente Alessandro Merciadri «di voler puntare a vincere lo scudetto». In una stagione anomala, solo quattro squadre al...
CARRARA. L’Apuania tennis tavolo non si nasconde più e annuncia per voce del presidente Alessandro Merciadri «di voler puntare a vincere lo scudetto». In una stagione anomala, solo quattro squadre al via nella massima serie, presenta una squadra costruita per vincere modificata per due terzi rispetto a quella dello scorso anno, quando l’obiettivo era solo salvarsi.
Stella della squadra sarà Mihai Razvan Bobocica, campione italiano e reduce dalle Olimpiadi di Londra. Al suo fianco il cinese Wu Gang e Adam Lindner, ungherese di 36 anni, che vanta 10 titoli a squadre e numerosi individuali. «Sarà una stagione diversa dalle ultime – annuncia Merciadri – quest’anno puntiamo a vincere lo scudetto con una squadra modificata per due terzi. È rimasto con noi solo Wu Gang. Sarà un campionato anomalo con solo quattro squadre con cui disputare due gare di andata e due gare di ritorno per 12 incontri. Speriamo di arrivare alla finale scudetto che si giocherà in una finale andata e ritorno».
Degli avversari la squadra più temibile è il tennistavolo Sterilgarda «che sulla carta – spiega Merciadri – ha i giocatori più forti. Dovremmo giocarci il campionato con loro anche se non vogliamo sottovalutare le altre due avversarie».
Ieri è stato il giorno di Mihai Bobocica arrivato direttamente da Londra a Carrara. Le sue prime parole con la maglia dell’Apuania: «Penso che la società mi possa mettere nelle condizioni di confermarmi numero uno in Italia, vincere lo scudetto e di andare avanti a livello internazionale. Ho molta fiducia. La squadra è molto competitiva, non voglio mettere le mani avanti ma penso che sulla carta sia la favorita, anche se Castelgoffredo, essendo una formazione giovane, può essere una sorpresa».
Sulla sua esperienza a Londra: «Ero molto contento di esserci, non pensavo di arrivarci, è andata bene, è stata per me più una festa che una gara». (l.bo.)
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