Finanza
«Non so se resto, Massa è nel cuore»
Zaniolo si confessa: col patron qualche incomprensione Ho delle offerte, ma vorrei vestire ancora bianconero
MASSA. Igor Zaniolo sta per compiere quaranta primavere, sabato ha preso il patentino da allenatore e domenica ha giocato da leone la finale degli spareggi play-off trascinando la Massese in serie D. È un uomo felice, realizzato. Nella sua carriera ha giocato in serie A con il Messina, ma pure a Spezia e col Genoa. Per non dimenticare il Cosenza. Anche se avrebbe potuto essere protagonista in squadre più importanti - leggasi Inter - ha sempre preferito giocare. La panchina non gli è mai piaciuta. E proprio per giocare tre anni fa aveva detto sì a Giorgio Turba scendendo in Eccellenza. Una decisione fatta col cuore e con il navigatore satellitare, vista la vicinanza con casa (è spezzino). Adesso sembra che l’anno prossimo non vestirà più la maglia bianconera perché non rientra nei piani della società. I tifosi che lo hanno osannato sono pronti a fare un sit-in di protesta per chiedere al presidente di cambiare idea, con le buone. Insomma, Zaniolo è una bandiera che non deve essere ammainata.
Complimenti per la gara di domenica, altro che quarantenne...
«Grazie. Stavo bene e così i miei compagni. Sarà che non mi sono potuto allenare e che sono sceso in campo grazie alle infiltrazioni in queste settimane, ma allenandomi poco ho visto che in partita rendo di più».
Sei stato protagonista di tante promozioni, anche se giovane facevi parte della rosa della Sampdoria campione d’Italia, con l’Olbia sarà stata una passeggiata per te. O no?
«No. Ero emozionato. A me questa città è entrata nel cuore. Mi sono trovato bene fin dal primo giorno. Volevamo a tutti i costi centrare la promozione, dopo tre campionati sfortunati era il minimo che potessimo fare. È stato difficilissimo. A novembre sembrava un’altra stagione buttata via, invece ci siamo rimboccati le maniche, è arrivato Tazzioli e con lui tanti giovani di valore. Ce l’abbiamo fatta, ma la serie D stavolta la meritavamo noi».
L’arrivo di Tazzioli vi ha trasformati: quando De Gori ha segnato il primo gol mentre tutti si abbracciavano sotto la curva tu sei andato dal mister. Un bel gesto, ce lo spieghi?
(ride) «Non c’è niente da spiegare. Non riuscivo a raggiungere i compagni così sono andato dall’allenatore. Scherzi a parte non volevo dare alcun segnale: il mio era soltanto un modo per rendere omaggio al gruppo e all’uomo che ha contribuito a ritrovarci, dopo un periodo diciamo così difficile».
Adesso tutti vogliono che Zaniolo resti. E Zaniolo?
«Zaniolo resterebbe a Massa tutta la vita. Ripeto questa gente mi ha conquistato. Purtroppo la società non mi ha fatto sapere nulla, non so come andrà a finire la questione. Io se me lo chiedono firmo. Anche se ho avuto qualche screzio con il presidente Turba devo dire che è un uomo corretto, una persona di vecchio stampo. Le nostre liti erano sempre costruttive e poi pure io ho la testa dura e non faccio mai un passo indietro».
Lo hai dimostrato in campo contro l’Olbia: davvero eccezionale quello che hai fatto.
«Grazie. Mi faccio ancora rispettare nonostante l’età. E pensare che mio figlio (Nicolò, ndr) quando gli dicono che mi somiglia vedendolo giocare si arrabbia e dice che non è vero. Lui è una mezza punta, sta lontano da dove si prendono le botte. Però è bravo».
Chissà se farà la carriera del padre: tu sei stato a un passo dall’Inter, poi tutto è saltato...
«Avevo firmato un triennale con i nerazzurri, ma una squalifica di sei mesi per quello che ho combinato a Pisa ha fatto saltare tutto. Poco male, la carriera che volevo fare l’ho fatta. Ho giocato con uno come Roberto Mancini, era uno spettacolo vederlo allenare. Mi aveva anche preso a ben volere e mi coccolava. Quando allenava l’Inter facevo il tifo per lui».
Dai, prometti ai tifosi che anche in serie D potranno esultare quando segna Zaniolo.
«Io lo prometto anche, ma non dipende da me. È la società che deve dirmi qualcosa, il matrimonio si deve fare in due. Io posso soltanto dire che non ci sono problemi: se Turba vuole, io resto a Massa. Ho anche saputo che i tifosi vogliono fare un sit-in per chiedere al patron di tenermi, mi fa piacere ma non vedo perché mettere pressioni. È stato un anno fantastico, nonostante la contestazione di novembre siamo riusciti a compiere un miracolo».
E di chi è il merito?
«Del gruppo. Tutti dal primo all’ultimo abbiamo lottato per tornare in serie D e ci siamo riusciti. Tra l’altro nei play-off noi avevamo una marcia in più sia del Misano sia dell’Olbia. Grande preparazione. Domenica faceva caldissimo, abbiamo corso come dei matti per novanta minuti. È stata davvero una grande partita».
E se lasci Massa appendi gli scarpini al chiodo?
«Ancora no. Ho diverse offerte da squadre del livello della Massese. Se sarò costretto a cambiare piazza lo farò, a malincuore. Del resto non è ancora arrivato il momento per smettere. Poi quando arriverà non ci saranno problemi: ho già il patentino e al massimo alleno».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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