Il Tirreno

Oppicelli: pronto a dare le mie quote

di Luca Santoni
Oppicelli: pronto a dare le mie quote

«Il problema non sono io, ho sempre detto che sono a disposizione gratuitamente». Intanto su Facebook Boggi è ottimista

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CARRARA. «Qui il problema non sono io. Se c'è qualcuno che può far meglio, mi faccio da parte, se non c'è, sono pronto a rimboccarmi le maniche e porre rimedio ad una soluzione che non è drastica, perché sia chiaro: se qualcuno vuole fare calcio, con la Carrarese ha fatto bingo». Il presidente Fabio Oppicelli torna a parlare dopo un lungo silenzio. «Io ho già manifestato la mia posizione qualche mese fa – ha spiegato il presidente - Mi sono messo da parte da mesi, ma confermo la mia massima disponibilità. Le mie quote sono a disposizione gratuitamente, anche se le avevo comprate. Quando eravamo in quattro (Oppicelli, Borghini, Giarnera e Morra ndc), io avevo una quota di maggioranza che avevo pagato, poi quando siamo diventati otto (il vecchio gruppo societario più Buffon, Lucarelli, Tomasos e Mian ndc) ho ridotto la mia quota rendendola paritetica a tutti gli altri. Successivamente, quest'anno, siamo rimasti in cinque (Oppicelli, Borghini, Buffon, Lucarelli e Tomasos ndc). A me però le parti di quote che ho ceduto non sono mai state pagate, quindi sono sempre state a disposizione. Questo però non è mai stato il problema. Non si parla di cifre così grosse da diventare ricchi. Io nel mio piccolo, per quelle che sono le mie possibilità, ho fatto sacrifici enormi e in buona fede. Non ho mai avuto interessi collaterali. Non ho mai avuto in progetto di aprire neanche una latteria a Carrara. Quello che ho fatto, l'ho fatto con passione, nel bene e nel male, anche sbagliando a volte, ma solo chi non fa niente non sbaglia mai. Con questo ripeto: non sarò mai, e mai sono stato, un ostacolo per il futuro della Carrarese. Quindi se c'è davvero questa gente che, senza alibi, può fare meglio, io sono pronto a mettermi a disposizione. Chi dovesse subentrare e fare sacrifici per portare avanti la società meriterebbe solo un plauso, perché purtroppo queste categorie garantiscono solo sacrifici in un momento dove l'economia mondiale è sotto zero. Come ho già garantito: se c'è qualche incidente di percorso e posso essere utile, sono pronto ad adoperarmi fino all'ultima goccia di sudore e di sangue per cercare comunque di dare continuità alla squadra, ma ben venga chi può fare meglio. Io sono per il bene della Carrarese, anche se devo regalare le quote. Mi farebbe più piacere regalarle ai tifosi, magari creando una fondazione, perché sarebbero parte integrante della realtà cittadina, altrimenti le regalo a chiunque abbia modo di portare avanti la situazione nel migliore dei modi. L'importante è poi capire se veramente esistano le volontà di creare qualcosa o, invece, non si cerchino alibi per rimandare sempre il problema. Sono due anni che si rinvia per un motivo o un altro, tra conti, scienziati, commercialisti e affini. Sono due anni che certi aspettano prima il campionato, poi i playoff, poi i conti e i marchesi. Ora basta».

Quindi lei possiede sempre le sue quote, ma è pronto a cederle?

«Bastano due ore di preavviso e sono subito pronto a passare quelle che sono le incombenze necessarie per il ruolo che mi compete. Basta sedersi ad un tavolo, chiarire qualcosa col sorriso sulle labbra, senza nessuna polemica o rancore».

Ha letto dell'ultimatum fissato dal gruppo Buffon?

«Non leggo i giornali e per natura non accetto il concetto di ultimatum. Ormai è da un paio d'anni che abbiamo assistito a verifiche dei conti da parte di una miriade di professionisti e c'era stato tutto il tempo perché non fosse necessario nessun ultimatum. Io non parlo con Buffon da mesi. Ho parlato ogni tanto col suo rappresentante. Ci siamo sentiti la scorsa settimana e poi c'è il dottor Boggi che tiene i rapporti. Ho dato la massima disponibilità: quando sono comodi, ci possiamo sedere ad un tavolo e perfezionare le cose. Se c'è una situazione d'urgenza o c'è da correre, ovunque mi trovi mi metto in moto e faccio i miei soliti due-trecento chilometri affinché non possa essere io causa di ritardi. Però deve sparire l'idea che siamo sempre noi l'alibi per non fare niente. Questa società tra debiti, crediti e patrimonio ha una situazione invidiabile in tutta la serie C. Se ci fosse una classifica, noi saremmo sicuramente tra le prime cinque società, per quello che è lo stato di contratti in essere, situazione crediti e debiti. Esistono società di C con milioni di passivo. Qua, invece, parliamo di qualche centinaio di migliaia di euro di passivo tra debiti e crediti, il tutto per rilevare una società di C1 con cinque-sei contratti in essere. Quindi se qualcuno vuole fare calcio, con la Carrarese ha fatto bingo, ok? Ovviamente nessuno è obbligato, ma se qualcuno vuole fare calcio, faccia i suoi passi, altrimenti troveremo soluzioni alternative. L'importante sarebbe saperlo con i giusti tempi, perché qui rischiamo di rasentare il comico. Io sono pronto a rendere pubblica la situazione economico-patrimoniale della Carrarese con una conferenza aperta a tutti e capirete che la nostra è una delle situazione migliori addirittura nel panorama europeo, sicuramente in quello italiano. Qui c'è una società di C1 che ha un valore, così come aveva un valore quando l'ho comprata io in C2, o no? Tutti i soci azzurri in questi anni hanno fatto quello che hanno potuto, sicuramente rimettendoci del denaro. Qualcuno potrà aver sbagliato delle decisioni, ma in estrema buona fede e con tanti sacrifici. Per quella maledetta retrocessione a dieci secondi dalla fine, non può sempre essere colpa nostra per qualsiasi problema».

Boggi su facebook: “Sono ottimista”. E intanto, nel tardo pomeriggio di ieri è poi apparso sul gruppo facebook della Gradinata Baffo un post di Lucio Boggi, il presidente del collegio sindacale della Carrarese, che lasciava presagire buone nuove in arrivo: «A volte – scrive Boggi - è importante che chi sa non dica finché tutto non si è concluso. Io sono ottimista e non mi sembra poco! Forza azzurri!». La sensazione è che l'happy end sia veramente vicino.

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