La protesta
Azzurri, Alioto si mostra ottimista: settimana decisiva
Secondo l’imprenditore e amico della Carrarese, la situazione societaria dovrebbe chiarirsi entro poco tempo
CARRARA. Il destino della Carrarese è sempre più appeso a un filo, anche se a fronte di un diffuso pessimismo, ci sono se non altro le parole di Giancarlo Alioto, da tempo qualcosa più di un Amico della Carrarese (visto che ha seguito personalmente la squadra in modo continuo dopo le dimissioni choc di Nelso Ricci): «Sono abbastanza ottimista - spiega - sono convinto che in questa settimana saranno chiarite diverse cose, penso che la situazione societaria si sistemerà».
Insomma, un po’ di rosa dopo tanto nero, Alioto è da una vita nel calcio e se ha certe sensazioni senz’altro ne avrà motivi. Una cosa è certa, in un quadro già di per sè non facile, con le prospettive cambiate in modo abbastanza repentino, decisamente non ci volevano le polemiche se vogliamo anche un po’ stucchevoli sul caso Buffon.
Il quadro lo conosciamo: dopo il vittorioso spareggio con il Prato, alcuni imprenditori hanno iniziato a manifestare con convinzione - apparente, purtroppo - l’idea di affiancare l’attuale proprietà; poi sono passati i mesi, c’è stata d’estate la bella parentesi dell’asta dei blocchi, poi solo conteggi e riconteggi di bilancio, nella pretesa - quasi impossibile nel calcio - di avere tutto sotto controllo ad una certa data. Ma il calcio è un po’ un mondo a sè, nel senso che alcuni introiti sono posticipati, ma certi, ed è su questo che hanno sempre insistito i commercialisti di fiducia del gruppo Buffon. Poi il cambio di rotta: quando il portierone si è accorto che gli Amici della Carrarese tardavano, ha maturato la convinzione di procedere intanto da solo, e poi di aprire la società ad altri. Ma nella tempistica abbastanza stretta si sono inseriti gli Europei e ora, la grana dell’informativa della Finanza che, come ribadisce l’avvocato e amico di Buffon, Marco Valerio Corini, da un lato non ha alcuna rilevanza penale, dall’altro sorprende, ma neppure tanto, perché arrivata a stretto giro di posta dopo la conferenza stampa di Gigi. Gli inquirenti, dopo che per sei mesi l’informativa è stata valutata e lasciata da parte dalla procura di Cremona (e da quella di Torino, da cui partiva), hanno anche perquisito la tabaccheria ricevitoria al cui titolare risultano intestati gli assegni per un milione mezzo di Gigi, ma anche su questo punto l’avvocato Marco Valerio Corini non ha dubbi: «Non esiste alcun elemento che faccia pensare che Buffon possa essere coinvolto nell'indagine. Non ci è stato notificato nulla e non vedo perchè dovrebbe arrivare». Queste le parole di Marco Valerio Corini a Sky Sport 24; e ha aggiunto: «La perquisizione alla tabaccheria non riguarda assolutamente Buffon. I dubbi possono venire a tutti però rimango ai fatti: il fatto che ci siano dei flussi di giocate non sta a me valutarlo, bisogna stabilire se siano attribuibili a Buffon, poi essendo una ricevitoria bisogna vedere a che scommesse si riferiscono, possono riguardare tennis e altri sport. E' un ulteriore salto che va fatto e che in questo momento mi sembra affidato alla congettura. Gigi ha temuto di non partecipare all'Europeo? Assolutamente no, ha un grande entusiasmo, è iperdeterminato e gli ho visto negli occhi la stessa luce che aveva nel 2006».
Insomma, altri pensieri comunque che non ci volevano. C’è poi anche da pensare alla squadra: i nomi che circolano sempre quelli di Andrea Gazzoli o Giovanni Dolci per il ruolo di direttore sportivo, per l’allenatore sarà probabilmente qualcuno con formazione juventina, probabilmente Renato Buso.
Massimo Braglia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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