Il dolore
«Solo una pseudo notizia già vecchia»
Lo sdegno dell’avvocato di Buffon: «Il magistrato ha già valutato tutto, niente dell’informativa ha rilevanza penale»
CARRARA. Il portierone della Juve e della Nazionale, Gigi Buffon, al centro di una tempesta mediatica, una vicenda vecchia di mesi che - come osserva il suo avvocato e amica Marco Valerio Corini - viene rispolverata a stretto giro di posta dopo che il giorno prima in una dura conferenza stampa lo stesso Gigi Buffon aveva attaccato a testa bassa la gogna mediatica relativa al calcio scommesse.
Il caso riguarda i versamenti effettuati da Gigi Buffon, quasi due anni fa, al titolare di una tabaccheria-ricevitoria di Parma, suo amico.
Gigi Buffon non è assolutamente indagato. La vicenda, come riferisce l’avvocato Corini, lo ha lasciato assolutamente tranquillo, ma al tempo stesso è amareggiato e disturbato da queste dietrologie che partono puntuali quando dice qualcosa.
Abbiamo sentito l’avvocato Corini che commenta in modo approfondito la vicenda della diffusione della nota "riservata" della Procura di Torino inviata alla Procura di Cremona. Il primo elemento di riflessione, sottolinea il legale è che «Intanto sorprende la tempistica fra la conferenza stampa amareggiata, con toni sofferti da parte di Gianluigi, che ha stigmatizzato certi comportamenti "spettacolo" e di gogna mediatica sul caso del calcioscommesse, e, appunto, l'uscita mediatica, a orologeria, di una informativa che, primo non è riservata, perché è già on line. E, fra l'altro, da parte della magistratura non si ipotizza alcunché di illecito a carico del giocatore».
«Una cosa vecchia». Aggiunge l’avvocato Corini: «Si tratta di una cosa vecchia di mesi, di cui il magistrato è evidentemente bene a conoscenza; proprio il magistrato ha dichiarato pubblicamente di non avere alcuna necessità di sentire Buffon, né come testimone né in nessun'altra veste. Alla fine di tutto questo - aggiunge il legale - rimane la sorpresa neppure troppo stupita di una contestualità che appare troppo stretta per non essere sospetta. In Italia siamo abituati ad avere un processo mediatico parallelo al processo giudiziario, finora non era mai successo, ma Gigi fa eccezione perché è una persona eccezionale, che ci fosse un processo mediatico senza un processo giudiziario». E aggiunge: «Facciamo poi una considerazione semplice: ma secondo voi, se qualcuno deve fare delle scommesse vietate da un milione e mezzo di euro, va e paga con assegni circolari con la sua firma e li gira al titolare della tabaccheria? In tutte le inchieste in corso ci sono modi sofisficati e rogatorie internazionali per trovare il flusso dei soldi, qui abbiamo il capitano della Juve e della Nazionale, e cosa fa? Degli assegni non trasferibili al titolare Massimo Alfieri. Il fatto è che Gianluigi ha vissuto tanti anni a Parma, ha amici fraterni, e a nessuno viene in mente che possa avere fatto degli acquisti insieme?»
Le considerazioni della banca. Un ulteriore aspetto mette in evidenza l’avvocato: «Se leggete l'informativa, la Guardia di finanza spiega che l'istituto di credito segnalante ipotizza che le liquidità possano essere oggetto di scommesse vietate. Insomma, è la banca che ipotizza. Scusate: con tutto il rispetto per le banche, ma delle ipotesi che può fare un bancario non credo ci si debba occupare più di tanto. E' solo una pseudo notizia, già valutata e considerata priva di rilevanza penale dalla magistratura, che riaffiora proprio ora quando occorre lasciare una traccia mediatica. Gianluigi l'ho sentito, è assolutamente tranquillo, è solo disturbato dalla circostanza che quando dice quello che pensa, necessariamente deve scoppiare una diatriba dietrologica. Va bene che è un personaggio unico nel panorama del calcio, un mito, ma i miti andrebbero anche un po' lasciati stare, ed evitare di stuprare la loro privacy con delle uscite simili».
E conclude: «Stiamo valutando con attenzione qualsiasi uso distorto che possa essere stato fatto dell'informativa, se vi siano dei profili penali per questo tipo di linciaggio mediatico».
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