La manifestazione
Basket, la Spintermar rinuncia al ripescaggio
Il j’accuse del ds Massimo Alibani: «C’è stato un fuggi fuggi di dirigenti che hanno preferito dimettersi dimostrando una totale mancanza di coraggio»
CARRARA. Dopo la retrocessione subita al termine di un solo anno in C1 nazionale di basket, arrivata con una giornata di anticipo rispetto al termine della regular season, la dirigenza della Spintermar ha reso noto che la società sportiva ha rinunciato ad effettuare il ripescaggio, che le avrebbe consentito di continuare a militare in un campionato di portata nazionale.
Secondo il dirigente responsabile Massimo Alibani le ragioni di tale scelta sarebbero principalmente di carattere economico.
«Dal momento che ad oggi l’unico nostro sponsor resta l’imprenditore Roberto Tacconi - ha spiegato - diventa veramente difficile pensare di continuare l’avventura in C1, soprattutto in un momento di grave crisi come questo».
Alibani ha voluto anche condannare l’atteggiamento di alcuni dirigenti della Spintermar, che, a suo dire, avrebbero «voltato le spalle alla società in un momento difficile come questo».
«“Gli unici tra i nostri dirigenti a confermare il proprio impegno, anche economico, nei confronti della squadra - ha detto - sono esclusivamente il sottoscritto, il presidente Roberto Tacconi, il segretario-tesoriere Carlo Bigli ed il consigliere Federico Dazzi. Tutti gli altri, invece, si sono dimostrati solo dei chiacchieroni, come prova il fatto che quando occorreva mettere mano al portafogli o recarsi in banca ad apporre delle firme per sostenere le spese necessarie sono scappati spaventati».
«Costoro - ha aggiunto - hanno giustificato il proprio comportamento attraverso delle lettere di dimissioni in cui si dichiaravano in contrasto con i vertici societari, ma la vera ragione di queste scelte è unicamente una totale mancanza di coraggio».
Secondo il direttore sportivo gialloblù la Spintermar, oltre che sul suo pugno di dirigenti “fedeli”, potrà comunque continuare a contare anche su quei tecnici ed accompagnatori che in questi ultimi tempi le hanno consentito di conseguire notevoli risultati, soprattutto nel settore giovanile, grazie ad una devozione ed un impegno non comuni.
«Nonostante la retrocessione - ha spiegato Alibani - ci sentiamo ancora forti. Questa forza proviene da un’affiliazione che, risalente al luglio del 1952, ci rende uno dei più antichi club cestistici della Toscana dopo Mens Sana e Virtus Siena».
Ma la società carrarese si appresta a ripartire dalla C2, ovvero da un campionato di livello regionale che aveva lasciato l’anno scorso, dopo la brillante vittoria di campionato con coach Cristelli, e nella quale si appresta a tornare adesso dopo l’amara retrocessione.
David Chiappuella
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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