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La lunga agonia della Carrarese

La lunga agonia della Carrarese

Nessuna notizia ufficiale mentre si avvicina la data fatidica per la presentazione della fideiussione: il rischio è la scomparsa

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CARRARA. Ancora nessuna novità all'orizzonte.

La Carrarese per adesso è costretta a rimanere nel limbo dell'incertezza e con lei tutti i tifosi azzurri che da settimane aspettano di conoscere che ne sarà della società di piazza Vittorio Veneto.

Una lenta agonia con profilo basso fino al 20 di giugno o il rilancio di un'idea che in questi ultimi due anni sembrava poter spingere la squadra verso obiettivi prestigiosi?

Certo è che questo silenzio, questo torpore e soprattutto questa assenza di punti di riferimento rischia seriamente di rompere il giocattolo.

Il sindaco Angelo Zubbani si è espresso, promettendo un nuovo giro di telefonate nell'ambiente degli imprenditori carraresi, intanto (almeno in teoria) qualcun altro dovrebbe tirare le fila sul fronte delle scelte sportive e tecniche, ma allo stato attuale non è arrivato nessuna novità positiva e resta difficile pensare che in poche settimane si possa trovare qualche nuovo od ulteriore riscontro nella classe imprenditoriale dopo due anni di tentativi andati per la maggior parte a vuoto.

A suo tempo i vari Sacchelli, Alioto e anche lo sponsor Ricciardi si erano dichiarati disponibili a ragionare su un loro coinvolgimento nella società, ma a patto che si creasse una cordata allargata di almeno nove-dieci imprenditori. Ora come ora noi non vediamo tutti questi imprenditori desiderosi di diventare soci della Carrarese, quindi anche questa pista (quella degli Amici della Carrarese) sembra che sia stata abbandonata da tempo, o quanto meno parecchio ridimensionata rispetto alle speranze e all'importanza che avrebbe dovuto rivestire secondo le prime notizie uscite lo scorso dicembre.

Tra gli attuali soci azzurri Lucarelli e Tomasos hanno già da tempo annunciato la decisione di sganciarsi a fine stagione. Il rischio per Buffon a questi punti è di restare “con il cerino in mano”, ma Gigi se la sentirebbe di sobbarcarsi da solo tutta la Carrarese (o quanto meno una sua fetta consistente)? Un giorno o l'altro qualcuno dovrà rispondere a questa domanda, o per lo meno spiegare se ci sono realistiche strade alternative da percorrere. Un capitolo a parte poi merita il famoso rebus dei debiti pregressi. Apparentemente si dovrebbe trattare di 700 mila euro. Una cifra che un gruppo medio-grande potrebbe coprire senza troppa fatica, ma lascia da pensare tutto questo fuggi fuggi di imprenditori, che di entrare della società non ne vogliono proprio sapere. Anche su questo fronte alcune spiegazioni da parte della società e degli Amici della Carrarese sarebbero ben accolte dall'opinione pubblica, visto che allo stato attuale nessuna delle due parti ha voluto prendere una posizione ufficiale a tal riguardo, tranne che rilasciare ai mass media indiscrezioni una tantum. Intanto anche i giocatori sotto contratto aspettano risposte, conferme o smentite, una si o un no su quello che attende loro. Non dimentichiamoci poi delle comproprietà. Ancora più ingarbugliata è la situazione del settore giovanile che da diverse stagioni sta vivendo una situazione molto difficile. Ad essere eccessivamente negativi si potrebbe parlare di una Carrarese nel caos. In tutta questa incertezza, spicca una data che assomiglia sempre più ad una profezia dei Maya: il 20 giugno 2012, scadenza ultima per presentare la fideiussione da 600mila euro. Ormai siamo ripetitivi, ma in mancanza di un esponente della Carrarese, che si prenda la briga di esprimersi al riguardo, non possiamo far altro che ricordare il rischio incombente. Se per il 20 giugno non vengono garantiti questi 600mila euro, la Carrarese è kaput. Forse a qualcuno questo concetto non deve essere chiaro. C'è la possibilità di presentare la fideiussione in tempo, oppure no? Qualcuno è in grado di rispondere?

Sono alcuni degli interrogativi pressanti degli sportivi e che facciamo nostri. Ricordando che sarebbe davvero un delitto disperdere un patrimonio sportivo, tecnico e, perché no, storico come la squadra azzurra.

Luca Santoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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