Il Tirreno

Il marinello Vatteroni è il team manager alle Olimpiadi di vela

Il marinello Vatteroni è il team manager alle Olimpiadi di vela

Un altro nostro concittadino, oltre a Benassi, a Londra 2012 «E’ una grande emozione rappresentare l’Italia e Carrara»

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CARRARA. Non solo canoa, connil fortissimo Maximilian Benassi: la Carrara sportiva avrà un altro portacolori d’eccezione ai prossimi giochi olimpici di Londra, ovvero Guglielmo Vatteroni, gloria del Club Nautico, da anni nel giro della nazionale come allenatore e che dallo scorso anno è stato scelto dalla Fiv, la Federazione vela, come team manager di tutte le nazionali. Vatteroni è già in Inghilterra, da qui al 28 luglio farà la spola con l’Italia. Gli abbiamo fatto alcune domande.

Cosa significa essere il team manager della nazionale italiana di vela?

«Significa pianificare, organizzare, gestire da molto tempo prima , l'attività di 20 velisti e dello staff ( 20 persone: 12 allenatori, medico, 2 fisioterapisti, 2 metereologi, 3 dirigenti) in modo da metterli nelle migliori condizioni logistiche per affrontare un evento di tale importanza come le Olimpiadi. Il tutto tenendo ben presente le disponibilità economiche».

Con quale emozione si affronta un'olimpiade?

«Una grande emozione , non facile da descrivere. Non è la prima , ma il fatto di partecipare attivamente ad un evento così unico, esclusivo, globale ed imponente, mi riempie di orgoglio e consapevolezza. Rappresentare la propria nazione, e non da meno la mia amatissima origine di provvenienza carrarina (ed in particolare “marinella” ) è una grande soddisfazione che ti gratifica degli sforzi e sacrifici compiuti miei e soprattutto della mia famiglia ».

Che differenza c'è fra essere allenatore e team manager?

«Anche quando facevo l'allenatore, facevo il “manager” degli atleti che seguivo. Naturalmente i numeri erano ridotti ma i compiti sono erano simili.. Starò meno in gommone e più a terra. Il rapporto è continuo con tecnici per prevenire eventuali problematiche e permettere loro di dedicarsi il più possibile alla parte tecnica. In base poi alle mie osservazioni durante queste manifestazioni, riferisco poi al presidente ed al segretario generale della Federazione Italiana Vela idee e progetti per il prossimo quadriennio olimpico di Rio De Janeiro 2016».

Obiettivamente quali sono le classi in cui l'Italia ha più possibilità?

«Buone possibilità dalla tavola a vela femminile con Alessandra Sensini che ricordiamo ha già vinto 4 medaglie olimpiche. Anche il 470 femminile è dato favorito» .

Come sta organizzando la marcia di avvicinamento alle Olimpiadi?

«Da ieri fino al 10 giugno siamo in allenamento qui a Weymouth sede delle prossime regate Olimpiche. Parteciperemo qui all'ultima regata internazionale dell'anno che sarà un ottimo test. Torneremo poi per periodi di allenamento sia a fine giugno che a luglio. Gli atleti entreranno definitivamente nel villaggio verso il 25 luglio, le regate iniziano il 29 luglio fino all'11 agosto».

Come mai non ci sono atleti del Club Nautico di Marina di Carrara?

«Perchè non sono stati abbastanza bravi da selezionarsi .

Cosa manca al Club Nautico per ridare all'Italia atleti dello spessore dei Chieffi, dei Santella ecc.?

«Mancano persone, atleti, organizzazione, risorse. Quello che è stato fatto negli anni '70, '80, '90 dal Club Nautico, dalla passione dei suoi dirigenti e tecnici con il pieno supporto di soci e supporter è difficilmente ripetibile: i giovani hanno alternative sportive più “semplici” della vela ed il circolo è vissuto ora più come una marina che come società sportiva . Sono però fiducioso che a breve riprenderà a sfornare ottimi sportivi oltre che velisti» .

Massimo Braglia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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