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Azzurri ancora nel segno dell’incertezza

Azzurri ancora nel segno dell’incertezza

Gigi Buffon attende risposte, il rischio è di perdere altre occasioni d’oro come già accaduto con Tomasos, Mian, Ricci

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CARRARA. L’impressione è che gli sportivi azzurri dovranno mettersi l’anima in pace per almeno tre settimane, e aspettare gli eventi.

Un’incertezza che però non può durare all’infinito: sul piano tecnico, entro il 25 giugno ci sono da definire le comproprietà, che sono abbastanza numerose. Le più importanti, Merini con il Chievo, Giovinco e Belcastro con la Juve, Cori con il Cesena (di fatto, già decisa ma va comunque formalizzato il passaggio del centravanti ai romagnoli di Campedelli), più Bagnai, Tognarelli, Trocar.

Con Gigi Buffon impegnato agli Europei, e in questo clima di assoluta incertezza, si rischia di perdere delle occasionissime.

E’ chiaro che serve un direttore sportivo per andare a trattare con il Chievo, prima di arrivare alle buste. Un giocatore come Merini andrebbe trattenuto, però l’attaccante rischia di essere solo la punta dell0iceberg. Se leggiamo la storia di questi due anni azzurri, è stata sì una storia di grandi vittorie, da quella del campionato di C2, alla stagione straordinaria per tre-quarti (fino al derby di ritorno di Spezia) di C1. Ma sono stati anche due anni di rimpianti, perché la città e comunque il suo tessuto economico-imprenditoriale, non è stata in grado, se non parzialmente (il riferimento è alla sicuramente preziosa asta dei blocchi), di capire quali opportunità ci sono e c’erano sul tappeto.

A inizio progetto, infatti, la Carrarese poteva contare su due potenze economiche quali Mian e Tomasos, che insieme (ma forse anche da soli) valgono quanto un Gabriele Volpi dello Spezia; e su una potenza calcistica come Nelso Ricci, uno che ha vinto otto campionati, che ha ottenuto piazzamenti a raffica, e che sa letteralmente trasformare in oro calcistico quello che tocca. Ebbene, per trattenere Tomasos e Mian sarebbe stato sufficiente dare delle prospettive, parlare con chiarezza, coinvolgerli in iniziative economiche. Lo stesso Lucarelli non ha ovviamente le possibilità di Tomasos, ma è comunque un imprenditore. Niente, arrivederci e grazie. Da mesi e mesi si parla di Amici della Carrarese, ma ogni volta è un tira e molla. Adesso però siamo davvero all’emergenza: il 25 dovranno essere pagati stipendi e contributi di aprile, ma su questi non ci sarebbero problemi, la società incasserà minutaggi, mutualità, legge Melandri. Il vero nodo è la fidejussione: sarà quello lo spartiacque. Il sindaco sta facendo l’ennesimo giro di consultazioni con gli imprenditori, Gigi Buffon crediamo che alla fine interverrà in prima persona per non disperdere il patrimonio già investito ma anche e soprattutto perché è un tifosissismo azzurro, ma è bene dirlo fin da ora, agli sportivi e anche a chi fa lo sportivo e magari da anni non va allo stadio, o ci va solo una volta l’anno: nessuno deve sentirsi autorizzato a lamentele varie e assortite su rosa giocatori, allenatore, obiettivi.

Se Buffon non dovesse avere nessuno al suo fianco e decidesse di iscrivere comunque la squadra, farebbe benissimo a dare mandato ai suoi uomini di fiducia di costruire solo una squadra di giovani e giovanissimi.

Guardiamo avanti. Il tempo per rimediare magari è poco ma c’è, un direttore sportivo come Andrea Gazzoli sarebbe più che disponibile a lavorare alla Carrarese, oppure lo stesso Giovanni Dolci, carrarino doc che ha salvato il Viareggio con investimenti minimi potrebbe lavorare benissimo. Come allenatore, c’è ancora un Giovanni Stroppa disponibile, visto che il Cesena sta vivendo una esperienza simile alla Carrarese dei Ponte (il presidente ha scelto il fratello come tecnico).

E con le riconferme, e un paio di rinforzi, il gruppo azzurro potrebbe davvero essere un grande protagonista, in quella che si preannuncia per l’ennesima volta una vera B-2, basti pensare che oltre a Albinoleffe, Gubbio e Nocerina, dalla B scenderà una fra Empoli e Vicenza, cioè squadre che da una vita navigano fra A e B.

Torniamo al discorso di prima: due anni di sorrisi, ma anche di grandi rimpianti. E già adesso, con la fine dei playout, sarebbe il momento di intervenire, pescando i giocatori più forti. E invece, si rischia seriamente da qui al 30 giugno di perdere occasioni d’oro.

Il tempo stringe, e c’è davvero poco da stare allegri.

Massimo Braglia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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