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«Resettare tutto, partiamo dai giovani»

«Resettare tutto, partiamo dai giovani»

La ricetta di Archimede Graziani, carrarino doc e papabile tecnico: «Più dei soldi contano le idee e il progetto sportivo»

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CARRARA. Quello di Archimede Graziani è uno dei nomi circolati fra gli ipotetici futuri allenatori della Carrarese.

Su questo tema il tecnico carrarese non si sbilancia: «Sto leggendo sui giornali, ma da parte mia non so che dire. Penso che in questo momento quello dell'allenatore sia l'ultimo dei problemi della Carrarese. Prima c'è da creare il nuovo assetto societario e solo dopo verranno le nomine del direttore sportivo e dell'allenatore, sempre che non rimanga Sottili il quale ha fatto benissimo. Indipendentemente da questo, per il bene che voglio alla Carrarese spero che la situazione si delinei per il meglio». L'ex allenatore del Mantova dice bene. Prima di poter programmare certi dettagli, bisogna ancora partire "dalla testa". E qui si ritorna dritti al contatto con la Juve.

Probabilmente grazie ai buoni uffici di Buffon verrà trovato un accordo tra i bianconeri e la Carrarese, ma restano ancora da capire i dettagli, se e quanto questa partnership potrà aiutare la società di piazza Vittorio Veneto ad affrontare le sfide che la attendono. Bisognerà chiarirsi e chiarire quali obiettivi porsi per la prossima stagione, la quale si presenta ancora più impegnativa rispetto a quella che sta andando in archivio sotto tutti i punti di vista. Gigi potrebbe sempre essere affiancato da imprenditori locali, certo che la crisi economica in atto rende tutto più difficile.

«Il calcio - ribatte Graziani - non si deve fare pensando sempre ai soldi. Nel calcio ci sono anche le idee, però bisogna sedersi al tavolino, pianificarle e poi metterle in pratica. Perché sennò sembra sempre che il calcio va in funzione solo e soltanto dei soldi. Non è così. Se abbiamo 100 lire, dobbiamo spenderne 90, studiando delle idee. E di idee nel calcio ce ne sono tantissime, sono infinite. L'importante è che si faccia ciò che si dice. Purtroppo in questo mondo c'è tanta gente che prima di tutto non ha idee, e poi non fa ciò che promette. Nel calcio bisogna incominciare a dire la verità. Ci sono realtà anche molto più piccole di Carrara che riescono a fare calcio senza problemi. Non capisco perché qua da noi dobbiamo sempre ingigantire certi aspetti che poi non servono a niente. La Carrarese - si spiega meglio Graziani - non deve essere solo un investimento, ma prima di tutto un progetto sportivo. Nella Carrarese ai tempi di Grassi, tanto per fare un esempio, prima dell'aspetto economico veniva il progetto tecnico. Il signor Walter Devoti ha fatto guadagnare fior di soldi alla Carrarese, ma come conseguenza del progetto tecnico. Ora invece sembra quasi che le persone prima fanno il progetto economico, poi ci attaccano quello sportivo. Ci sono delle realtà positive, come il Feralpi». A Salò però quest'anno non è andata benissimo. «Vero, ma non sempre i progetti tecnici hanno fortuna, perché il calcio è strano, però c'è un'idea. Se arrivano in fondo e non vendono giocatori, ripartono lo stesso senza problemi».

Graziani si sofferma poi sul tema del vivaio. «Da noi l'ultimo giocatore approdato in prima squadra dal settore giovanile è stato Bariti, prima ancora Vergassola. Stiamo parlando di due giocatori in 25 anni. All'allenatore che viene a Carrara la società dovrebbe dire: prima della fine dell'anno devono debuttare in prima squadra almeno due giocatori del settore giovanile». Certamente serve anche una collaborazione a 360 gradi. «La famiglia Grassi non interferiva nelle scelte tecniche. Da lì nasce il rispetto delle persone. Se mi prendi come allenatore mi devi lasciare libero di fare e se sbaglio so cosa mi succede. E dico un'altra cosa. Bisogna resettare tutto e bisogna farlo ora, in questi momenti difficili. Bisogna tornare a fare le cose semplici proprio dal settore giovanile. Il giocatore bravo deve giocare, i genitori devono stare al loro posto, e quelli che emergono devono andare in prima squadra. Nel giro di qualche anno avremmo 5-6 giocatori professionisti di Carrara come lo erano Corsi, Pirin Menconi o Cacciatori. Bisogna che qualcuno risvegli la voglia e l'orgoglio e soprattutto ci vuole una persona che dica queste cose».

Luca Santoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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