Sicurezza
Aggrappati ai guantoni di Gigi
Azzurri, l’unica soluzione concreta che si sta prospettando è un’iniziativa diretta di Buffon
CARRARA. Il destino della Carrarese è più che mai nelle mani, o per meglio dire nei guantoni, di Gigi Buffon.
L'ipotesi della cordata locale, quella definita “Amici della Carrarese” sembra ormai aver perso consistenza.
C'è ancora da attendere la convocazione al tavolo delle trattative da parte del sindaco Angelo Zubbani, ma nell'aria non si respira grande ottimismo.
Permane l'incertezza, la solita con la quale siamo stati abituati a convivere negli ultimi mesi.
Resta, proprio come due anni fa, un'unica speranza: Gigi Buffon. Il portierone sicuramente non rimarrà passivo a vedere naufragare il progetto portato avanti in questi due campionati, e, amici o non amici, qualche altra soluzione verrà tentata.
Certamente siamo nel campo di manovre molto delicate e sarebbe ingenuo precorrere i tempi. Domani o giovedì ci potrebbero già essere grosse novità al riguardo: brutte o belle è ancora presto per dirlo.Sarà brutale usare il termine “ultima spiaggia”, ma in un certo qual modo la situazione è questa. Non resta che attendere la svolta. L’ipotesi che prende campo è un intervento della Juve, in tempi e modi da studiare.
Di certo c'è che il destino della Carrarese non è più legato alle decisioni della cordata locale. La situazione è paradossale. La Carrarese è una società con un bilancio estremamente abbordabile. Ripetiamo che secondo gli ultimi controlli della Covisoc la squadra azzurra può vantare il terzo miglior bilancio in Italia tra serie B e serie C2.
Inoltre il pregresso di 700 mila euro verrà spalmato in sette anni, cioè solo 100 mila euro da pagare ogni anno. Cifre ampiamente alla portata di una cordata lunga come sembrava essere quella locale. Eppure chi aveva promesso di dare una mano alla Carrarese ha tentennato e continua a tentennare, non si sa bene per quale motivo. Speriamo che presto o tardi qualcuno sappia spiegarlo ai tifosi.
Oltre ad aver ormai fatto naufragare un progetto sportivo affascinante e vincente, questo impasse rischia adesso di diventare fatale per la vita stessa della società di piazza Vittorio Veneto. Sarebbe una beffa atroce passare dall'aver toccato il cielo con un dito (come avvenuto in questi due anni) a piombare giù in campionati che la storia di questi colori e di questa piazza non merita. La salute della società non è così mal ridotta come si temeva qualche mese fa, anche perché in questi due anni è stata portata avanti una programmazione che ha dato i suoi frutti. Prima i conti non andavano bene, ora anche i numeri sono dalla parte della società di piazza Vittorio Veneto. Quindi, cosa si sta aspettando? Alla luce degli ultimi dati viene da chiedersi, quanta reale volontà di entrare nella Carrarese ci fosse in qualcuno.
E pensare che l'operazione era tecnicamente semplice per una cordata allargata. Ricordiamo che il gruppo legato a Buffon, Lucarelli e Tomasos (inizialmente insieme a Mian) era venuto per rilanciare la Carrarese e contemporaneamente dare tempo alla città di organizzarsi e trovare imprenditori locali desiderosi di appoggiare il progetto nato due anni fa.
Questi erano i patti. Ebbene, i due anni sono passati, ma siamo sempre al punto di partenza.
La cordata di carrarini di fatto non esiste, fatta eccezione per pochi singoli elementi. Il gruppo degli attuali soci azzurri a questo punto può sentirsi libero da ogni impegno. Questi signori hanno mantenuto la promessa, offrendo alla città una grande opportunità. Se non si muove niente, significa che a Carrara il calcio non interessa più. In extremis però Buffon sta cercando una soluzione alternativa.
Se questo “piano B” va in porto, bene, l'avventura continua; in caso contrario il destino della Carrarese sarà segnato, certamente non per colpa di quelle persone che fino ad oggi si sono impegnate per portare avanti la carretta.
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