Il dolore
Secca replica al presidente Remorini
I dimissionari: «Quelli pugnalati alle spalle siamo noi»
CARRARA. Lo staff tecnico dimissionario (ma non ancora dimesso a tutti gli effetti perché «speranzosi che tutto si risolva nel migliore dei modi») in una nota si dice «molto indignato per le affermazioni pubblicate dal presidente Adriano Remorini sul quotidiano Il Tirreno». Scrivonoi: «Facciamo appello alla comunità del quartiere Bonascola, che in passato nel lontano 1971 ha dato una grossa mano ai padri fondatori dell’associazione per fondarla, che non rimanga con le mani in mano ma che si faccia sentire e lotti perché questa grossa risorsa per i nostri figli non venga “venduta al miglior offerente”». E aggiungono: «I padri fondatori che due giorni fa hanno contattato noi e non il signor Remorini perché molto preoccupati e addirittura arrabbiati per la situazione che si è venuta a creare, affermano che sono disposti a dare una mano in qualsiasi modo per evitare che la società “scompaia”. Per quanto riguarda “chi pugnala chi” - sottolineano - i pugnalati alle spalle purtroppo siamo proprio noi; quello che afferma, cioè che “fino ad ora ha pensato a tutto solo io” e che “vogliono andare avanti con le mie risorse” non è vero perché chi ha realmente tirato avanti la “baracca”(e chi ha frequentato il campo lo può affermare) negli ultimi due anni (alcuni da molto più) siamo stati noi e solo noi. Quindi noi non recriminiamo quello che abbiamo fatto, perché l’abbiamo fatto col cuore e soltanto per i bimbi, ma come siamo stati trattati», concludono. E intanto il presidente Remorini annuncia che per oggi alla Covetta ci sarà l’ingresso gratuito (ore 16 con l’Atletico Romagnano).
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