Il dolore
C’è la Fortis, zebre dentro il campetto
Tazzioli fa allenare i suoi al Tirrenia per abituarsi all’impianto di Saltocchio
MASSA. Una delle insidie più grandi della partita contro la Fortis Lucchese è data dalle dimensioni extra small del campo di Saltocchio, tana degli avversari. Ma il fattore campo non spaventa l’allenatore bianconero Fabrizio Tazzioli, anzi forse lo esalta: «La squadra sta abbastanza bene a parte qulche acciacco e le condizioni di Marcuccetti - ha spiegato Tazzioli - con questo ginocchio infiammato che ne condiziona la corsa. Vedremo nei prossimi giorni, comunque anche in questi giorni la squadra ha lavorato bene».
Si diceva della difficile trasferta sul campetto di Saltocchio contro una squadra che si gioca le ultime chances di approdare ai playoff. «Sarà certamente una partita complicata - ha aggiunto il trainer bianconero - loro sono una squadra che si giocherà gran parte delle possibilità di entrare nei play off e comunque, sconfitta di Pietrasanta a parte, sono stati capaci di fare un’impressionante serie di risultati».
Come sovente accade in una categoria come l’Eccellenza, una delle insidie maggiori arriverà dalle dimensioni del terreno di gioco. In questo senso il tecnico di Barga farà svolgere giovedì un’amichevole alla sua squadra in un campo simile a quello di Saltocchio. Ad esempio, una soluzione è stata individuata nel terreno della Tirrenia a Ronchi. Detto questo, la prossima gara sarà assai importante nella lotta al secondo posto che coinvolge anche il Pisa Sporting Club, peraltro qualificatosi per la finale di coppa Italia del 18 aprile e che anticiperà il suo impegno in campionato contro il Lucca 2011 il 12 aprile.
«Il fatto di sapere in anticipo il risultato dei nerazzurri - ha concluso Tazzioli - non è detto che sia un vantaggio, dipende dal risultato. Comunque, al di là di questo, noi dobbiamo essere pronti a ripartire immediatamente con il piede giusto scendendo in campo per vincere senza fare calcoli». Se ne riparlerà martedì, ora un paio di giorni di relax per tutto l’ambiente, provato da una stagione in salita sina dalle prime domeniche.
La consapevolezza generale è quella di guardare avanti senza stare a piangere sul latte versato anche perrchè le possibilità di salire in serie D ci sono eccome. Basta vincere i play off a differenza di quanto fatto nelle due precedenti stagioni nelle quali il sogno è stato infranto quasi sul traguardo, soprattutto la stagione scorsa quando la vittoria della fase regionale sembrava a portata di mano.
Alessandro Tabarrani
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