Il dolore
«Se la città non mi affianca, a giugno lascio»
Il portierone della Juve e della Nazionale: sono sempre stato esplicito, ora aspetto atti concreti
CARRARA. «E ora, per reazione a uno stimolo così grande, la squadra deve avere un imperativo: andare ai playoff». Gigi Buffon, da uomo di sport, campione vero, suona la carica dopo il traumatico addio di Nelso Ricci. Al portierone della Juve e della Nazionale chiediamo se è il caso di trovare subito un sostituto di Nelso: «Non credo che serva nell'immediato - ribatte - la squadra ha dei valori consolidati, il problema semmai si potrebbe porre in un secondo momento ma non lo vedo come un problema impellente. Dico piuttosto che questo tipo di stravolgimento deve creare nei giocatori, nell'allenatore, nella città, una grande voglia di reagire: allora, forza, andiamo almeno ai playoff, perché la partenza di Nelso rappresenta un'iniezione, una sferzata e uno stimolo troppo grande. E se poi dovessimo giocare a Spezia…».
Situazione economica e societaria. Come stanno davvero le cose?
«Le cose sono conosciute, ma forse è utile ribadirle. Quando siamo arrivati qui, per dare una mano anche personale, a me, Lucarelli, Tomasos e Mian hanno detto che c'erano 100mila euro di debito; nel corso dei mesi, ci siamo accorti che erano in realtà 700mila, ma per un atto di responsabilità, quando siamo arrivati a tiro di playoff, nella primavera dell'anno scorso abbiamo dato un segnale prendendo ciascuno le quote societarie. I patti, lo ricordo, erano che doveva essere l'inizio di una operazione per la città e che l'imprenditoria della città poi ci avrebbe seguito. Avevamo acquisito le quote, poi le abbiamo redistribuite gratuitamente, fornendo adeguate garanzie: ora leggo di una disponibilità di qualcuno a farsi da parte, spero che il fatto di mettere a disposizione le quote nel maggio scorso non sia letto come un atto di una nostra debolezza o possa essere un freno per qualcuno. Quindi, insisto, pur conoscendo l'entità debitoria, avevamo dato un'ulteriore prova d'amore, entrando in società con delle quote, io, Tomasos e Lucarelli, ma non mi sembra giusto che un atto d'amore per la maglia possa essere trasformato in modo strumentale in qualcos'altro, cioè in un atto avventato, oppure in un alibi per tenere questa situazione nel limbo chissà fino a quando. Pertanto - specifica con forza Buffon - oggi bisogna fare chiarezza. Per questa stagione, noi confermiamo il nostro impegno, e anzi, visto il forfait di Ricci, l'impegno sarà ancora maggiore e porteremo in fondo l'annata sperando in importanti risultati sportivi che tutti auspichiamo. Ma al tempo stesso deve essere chiaro che se le cose non cambiano, la Carrarese non può essere considerata di mia proprietà o di mia esclusiva competenza: se tra un mese e mezzo nessuno si sarà fatto avanti, necessariamente dovrò lasciare anch'io, rimanendo sempre a disposizione anche in un secondo momento, o per una quota o per una sponsorizzazione. Lucarelli e Tomasos erano già stati chiari e a fine stagione lasceranno, l'addio di Nelso è testimonianza anche di questo malessere gestionale, pertanto, se le cose rimangono queste, l'onere non può essere certo tutto mio. Una mano, per amore della maglia, la darò sempre, ma se si vuole costruire un progetto, ora la città deve essere esplicita nel fare la sua parte». Un messaggio forte, la riunione di ieri sera di cui parliamo a parte potrebbe davvero andare nella direzione auspicata. (m.b.)
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