Il Tirreno

Ultrà cade nel fossato, paura agli Oliveti

Il tifoso era seduto sulla balaustra: ha perso l’equilibrio esultando per il gol. Issato uno striscione per ricordare Gino Ricci

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MASSA. Prima la gioia poi la paura. In pochi istanti il gol vittoria della Massese ha portato i suoi tifosi dall’esultanza all’angoscia a causa della caduta dalla balaustra della curva Alessandro Balloni di uno degli esponenti di spicco della tifoseria bianconera. Un volo di qualche metro nel fossato che divide gli spalti dal terreno di gioco che ha fatto temere il peggio per Alessandro Mosti, massese di 33 anni, che, al momento della rete zebrata, era seduto ai bordi della balaustra. L’esultanza per il gol della squadra del cuore ha fatto perdere l’equilibrio al tifoso zebrato che è finito nel fossato scatenando il panico e la paura negli amici che hanno immediatamente chiesto i soccorsi.

Addirittura, alcuni tifosi sono entrati ai bordi del campo per sollecitare l’arrivo dell’ambulanza con l’arbitro che ha sospeso la gara per qualche minuto. Una volta giunti sul posto gli addetti del 118 hanno appurato le condizioni di Mosti che, fortunatamente, non si sono rivelate gravi, anche se si è fratturato i due talloni e ne avrà per una trentina di giorni. È stato ri9coverato nel reparto di ortopedia.

Un bello spavento per tutti i presenti allo stadio, un episodio che vivaddio non ha avuto un epilogo peggiore. Mosti è stato trasportato al pronto soccorso dove è stato sottoposto alle cure del caso. Non è la prima volta che qualcuno finisce nel fossato. Anche se questa volta si apre un bel problema di sicurezza dello stadio degli Oliveti.

Nella stagione 1990/1991 - quella della promozione in serie C1 - in un Massese - Olbia, il giocatore bianconero Renzo Redomi dopo aver segnato il gol del pareggio su rigore a fine gara era corso verso la Curva per esultare salvo poi finire nel fossato a causa di uno striscione che copriva un punto vuoto nel quale Redomi si era appoggiato per trovare sostegno. Anche in quel caso l’incidente non ebbe conseguenze gravi.

Ma ieri è stata anche la giornata del ricordo: gli ultrà bianconeri hanno voluto rendere omaggio a Gino Ricci, il disabile di Casette morto una settimana fa per un’insufficienza cardiaca. I tifosi hanno issato uno striscione in curva, con una scritta che lascia poco spazio alle interpretazioni: «Tifoso e uomo di coraggio, dai politi reso ostaggio. Ciao Gino».

Ricci per chiedere aiuto non ha mai avuto timori, ha preso carta e penna e scritto anche ad Enrico Rossi, presidente della Regione. La moglie Silvia e gli amici sono ancora rammaricati perché la sua battaglia non è riuscito ancora a vincerla: scivolo e 12 maledetti scalini erano ancora lì, ad impedirgli di uscire agevolmente sulla sua carozzina. Lo striscione gli ha reso omaggio

Alessandro Tabarrani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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