Sicurezza
Dimissioni choc di Nelso: va a Spezia
Stanco di non vedere programmazione nè prospettive, ha accettato l’offerta di Gabriele Volpi: «Voi cosa avreste fatto?»
CARRARA. La notizia è di quelle dirompenti: Nelso Ricci passa dalla Carrarese allo Spezia: «E’ quattro mesi che il presidente Gabriele Volpi mi cerca - spiega - io qui l’ho detto e ridetto. Guardate che così non si può andare avanti, decidetevi a far la società, bisogna programmare, avevo detto che questo era l’anno per prendere la mira e il prossimo volevo puntare alla B. Niente; dall’altra parte c’è un’occasione professionale unica, e ho chiuso. Provate a starci voi, in sede, dalla mattina alla sera, affrontare tutti i problemi e non avere una prospettiva. Non ne potevo più».
Ora a Spezia troveranno il modo di tesserarlo, forse subito o forse solo dal 30 giugno. Una decisione irrevocabile. Emerge chiaro quindi che ormai Ricci non credeva più nel progetto Carrarese. Parole che pesano come macigni. Il miracolo di Ricci a Carrara (rianimare una società crollata in D e portarla ai vertici della C1 in due anni) non è infatti passata inosservata: molte le piazze che l’hanno corteggiato (dal Frosinone al Grosseto), ma alla fine l’ha spuntata il presidente magnate dello Spezia Gabriele Volpi. Una scelta professionale dura da digerire per il tifoso, che senz’altro la vede come un tradimento ai colori azzurri. Ma Volpi ha messo fretta anche sui tempi: o subito, o un altro, ha fretta di programmare.
La conferenza stampa di Nelso Ricci. «Annuncio la decisione di chiudere la mia collaborazione con la Carrarese Calcio da oggi. Due anni fa a luglio la Carrarese era nei dilettanti. In un mese sono riuscito a mettere dentro Lucarelli, Buffon, Thomasos e Mian. Siamo partiti con mille sacrifici, ma siamo andati avanti. Dei risultati sportivi non voglio nemmeno parlare. Durante l'anno scorso sono state acquistate le quote, prima della partita col Prato. Il fatto è che sono qui da venti mesi, passati con mille sforzi, e ad oggi dopo tante promesse siamo nella stessa situazione di venti mesi fa. Io volevo che la Carrarese avesse una società forte. In questi giorni ho sentito Buffon, perché avevo un debito morale con lui. Sono violentato ad andare via. Ero venuto a Carrara per una sfida in parte vinta, ma in parte non vinta, perché non si può fare. Ringrazio tutti i collaboratori che mi hanno aiutato in questa esperienza. In questi mesi abbiamo fatto sacrifici enormi che vanno al di là di ogni cosa. Con gli allenatori e i giocatori ho avuto sempre rapporti perfetti. Lo dico con il cuore in mano: lascio per una scelta professionale, lascio gli amici che non vedevo da trent'anni, perché ora come ora non vedo più vie d'uscita. Ringrazio tutti coloro che mi hanno dato una mano. Lascio senza polemica. Spero che la cordata riesca nel suo intento, che qualcosa si muova per il bene della Carrarese, ma per quanto mi riguarda le dimissioni sono un dato di fatto. Sono venuto a Carrara e ho trovato dei dirigenti che mi hanno dato una grossa mano e ringrazio Oppicelli e Borghini».
Cosa manca a questa Carrarese?
«Tu vedi chiarezza? Tu vedi prospettive? Ora per me passa un'opportunità professionale che non posso rinviare. Io voglio bene a tutti e mi dispiace andarmene».
Anche se fra due giorni venisse raggiunto l'accordo e nascesse la nuova società? «Sì, la mia esperienza con la Carrarese è chiusa del tutto».
Alioto: fulmine a ciel sereno. Giancarlo Alioto, uno dei membri della cordata: «Per me è stato come un fulmine a ciel sereno. Dobbiamo ringraziare Nelso per quello che ha fatto alla Carrarese. Purtroppo era da almeno tre mesi che Nelso, più che il direttore generale, faceva il contabile, il recupero crediti della Carrarese. In certe situazioni uno arriva anche all'esasperazione. Ora per lui sta passando un treno e per la sua professione è giusto prenderlo, anche se io non condivido questa scelta. Per la Carrarese ora viene a mancare un appoggio importante. Al di là di questo però dobbiamo andare avanti. Non dobbiamo mollare. Per quanto riguarda la nostra cordata, nei prossimi due giorni si deciderà se entrare o no in maniera definitiva. I tempi stanno precipitando e di conseguenza bisogna decidere».
Perché non è stato fatto prima?
«Il fatto è che se Gigi è entrato quasi subito dentro la società, da parte del nostro gruppo c'è stata maggiore voglia di controllare a fondo la situazione economica della Carrarese. I controlli sono ormai finiti e direi che più o meno la situazione è come la conoscevamo. Io la vedo in maniera positiva, ma bisogna entrare per poter ricostruire. Non parlo solo dell'uscita di Nelso, ma anche del settore giovanile. A livello economico la Carrarese non sta male. Alla fine chiuderemo il bilancio di quest'anno in pareggio : merito dei vecchi dirigenti e di Nelso in primis. Guardate - continua Alioto - Nelso l'ho visto piangere per questa decisione e ciò dimostra quanto è attaccato a questa società. Ora lui non c'è più, ma dobbiamo renderci conto di dover entrare e arrivare in fondo a questo compito anche senza di lui».
Anche il sindaco sorpreso. Angelo Zubbani afferma: «Sapevo che c'era un pour parlè, ma non mi aspettavo che concludesse oggi». Chiediamo: con questo abbandono si fermerà anche la trattativa tra soci e cordata, oppure la cosa andrà avanti? «E' chiaro che se questi imprenditori hanno a cuore le sorti della squadra e della città questo interesse deve andare comunque. Non può essere un interesse legato ad una persona, anche se professionalmente importante come Nelso. Dispiace sicuramente la sua partenza, ma ritengo che la squadra sia un sentimento più vasto anche rispetto alle singole persone. Mi auguro che questa decisione non faccia fare passi indietro e faremo di tutto perché ciò non succeda». Aspettiamo questi due giorni. «Sì, per fare il punto. A maggior ragione dopo questo vuoto da colmare, lasciare aperta la situazione potrebbe essere davvero dirompente. Se c'è da far qualcosa è bene farlo subito a questo punto».
In arrivo Walter Devoti. Con l’ingresso dei nuovi soci è dato per certo il ritorno di Walter Devoti. (l.s.)
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