Il Tirreno

Alessio Mosti un musicista nel pallone

di Aldo Antola
Alessio Mosti un musicista nel pallone

Dalle collaborazioni con Vecchioni e Zucchero alle vittorie (anche come tecnico) tra i dilettanti

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MASSA. Da sempre combattuto fra sport e arte, fra calcio e musica Alessio Mosti inizia col calcio, come tutti i bambini nelle strade e, dove abita, Ricortola, nelle pinete. Nello stesso tempo ( Alessio classe 1958, periodo vicino all'esplosione del fenomeno Beatles) inizia ad innamorarsi anche della musica, strimpella le prime note. Ma parte forte col calcio. Inizia con la Ricortolese, è bravo e comincia a giocare nella formazione Allievi e spesso viene già prestato alla prima squadra, Terza categoria.

Viene notato e passa alla Carrarese, sono i tempi di Orrico e Bergamini, serie D. Qualche anno nella Berretti e poi l'esordio in prima squadra , a Montevarchi. Ma qualcosa lo frena, aumenta la passione per la musica che arriva a superare quella del calcio. Comincia a suonare nei primi complessi, gli piace anche comporre musiche proprie. Nel girovagare per la Toscana fa nuove conoscenze, anche con artisti che diventeranno famosi.

Ed è il caso di Roberto Vecchioni che conosce in un concerto a Livorno. Subito c'è simpatia reciproca. Prima del concerto Alessio fa ascoltare alcuni suoi pezzi a Vecchioni, gli piacciono, lo invita a suonare con lui sul palco. Nasce la collaborazione. Era il 1981. Alessio propone spesso suoi brani i a Vecchioni che ne utilizza spezzoni per i suoi componimenti. E' il periodo del boom dello sport e della musica. Alessio mette su uno studio di registrazione, lo "Studio Pink" alle Puliche, dove si esercita, compone, prova con i molti amici musicisti. Uno di questi è un giovane capellone, emiliano, trapiantato in zona con la famiglia per il lavoro del padre. Pure lui grande appassionato di musica che si è dato un nome d'arte bizzarro: Zucchero.Ed anche a lui come ad Alessio piace pure il calcio tanto che spesso giocano insieme partite amatoriali, come quelli con la Nazionale Cantanti. Zucchero è lanciato, la sua carriera è vertiginosa.

« Con lui sono andato in diverse trasmissioni alla Rai, - confessa Alessio Mosti - come Disco Ring, e Domenica In, per promuovere la sua canzone "Nuvola" presentata poco prima anche a San Remo ( 83'). Poi con lui ho fatto un tour estivo in tutta Italia».

Ma Zucchero è lanciato, prende un'altra strada cosi come Alessio fonde un suo gruppo di musicisti di Massa composto da Enrico Ranalli, Stefano Pieroni e Francesco Alberti, suo socio dello studio e dove va spesso anche Giorgio Panariello. « In questo studio - riprende Alessio - sono venuti a registrare i loro pezzi molti cantanti, fra questi Renato Zero e Fabio Concato ma anche altri che non hanno fatto la stessa carriera».

Ad Alessio chiediamo che fine ha fatto lo Studio, il gruppo. «Per divergenze con alcuni elementi, con qualcuno che si era appropriato di canzoni che avevo composto io - precisa Mosti - e com'è nel mio carattere ho chiuso lo Studio e col gruppo. Non lo sentivo più il mio mondo, troppe scorrettezze». E cosi gli ritorna la passione del calcio. Ma sono passati diversi anni e ormai era troppo grande per pensare ad una nuova carriera. Cosi entra nel mondo dei dilettanti del pallone vincendo diversi campionati e togliendosi altre soddisfazioni. «Come giocatore ho vinto un campionato con l'Ortonovese - racconta la sua carriera - di Promozione, uno con la Portuale e due consecutivi con il Ricortola passando dalla Terza alla Prima categoria. Dopo mi sono dato al lavoro di panchina, preparatore atletico prima ed allenatore poi». Inizia dalla Berretti della Carrarese con Gianfranco Poletti vincendo il campionato, poi sempre con lo stesso tecnico porta il Querceta dalla Promozione all'Eccellenza, quindi passa al Forte dei Marmi con Bresciani prima e Tentorio dopo sempre come preparatore atletico. Poi il cambio. Gli piace fare l'allenatore e ricomincia dal Ricortola chiamato da Pierpaolo Spallanzani. In sequenza: vince il campionato coi neroverdi e l'anno dopo passa alla nascente Montana di Montignoso , vince ancora il campionato e dopo due anni porta il Montana Cerreto ad uno storico spareggio proprio col Montignoso allo stadio degli Oliveti ( pieno) poi passa allo stesso Montignoso e infine alla Tirrenia. Ad Alessio chiediamo perché tante dimissioni da tecnico.

«Perché non ho mai accettato compromessi - è la risposta decisa - una volta per esempio mi avevano imposto di perdere una gara, in altre di far giocare figli di dirigenti, in altre ancora di far giocare atleti che portavano soldi o sponsor in società. Purtroppo riconosco che con le mie dimissioni facevo fermare spesso anche ragazzi che mi seguivano, come Anselmo Andrei, Cristian Cucurnia e Simone Bongiorni e questo mi dispiaceva molto. Comunque nel calcio ricordo volentieri figure splendide come Silvio Antonioli e Roberto Carmassi».

Naturalmente Alessio non ha mai smesso con la musica ( ha continuato a comporre per altri musicisti affermati), tanto che lo troviamo, per questa chiacchierata, al pianoforte, nel suo rifugio bunker ,nel suo container della piazza di Ronchi dove gestisce il parco giochi, che è la sua attività principale ma nei ritagli di tempo continua a comporre e suonare.E anche per Ronchi si è sempre speso volentieri. Negli anni d'oro ( tra il 1994 e il 2000 quando la piazza era mèta di personaggi importantissimi dello spettacolo e della cultura) ha fatto numerosi concerti serali. E si è ripetuto anche nell'ultima estate in una serata di musica in piazza con l'amico Massimo Boldi ( si, proprio il famoso Cipollino) e la figlia che hanno casa a Ronchi . Insomma sia nel calcio che nella musica non avrà fatto le carriere di Zucchero o Orrico ma ha dato tanto ad entrambe le attività nella nostra zona.

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