Il Tirreno

Uno spot di Vignali contro la sclerosi multipla

Uno spot di Vignali contro la sclerosi multipla

È giunto al traguardo portando in braccio l’amica che ha la stessa malattia: «Ringrazio Lambruschini»

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MASSA

Un' ora e trenta per portare a termine i 21 chilometri della mezza maratona di ieri a Fucecchio. Tutto per dimostrare che anche chi ha delle patologie gravi come la sclerosi multipla può ottenere dei grandi risultati anche dal punto di vista fisico. Questa è la storia di Fabrizio Vignali, un atleta apuano molto speciale con medaglie mondiali ed europee alle spalle. Fabrizio all’arrivo ha preso in braccio Josephine, che come lui combatte contro "la bestia", coprendo la schiena della donna con il nostro tricolore.

Innanzitutto Fabrizio com'è andata?

«Bene, pensavo di poter star peggio sia a causa della malattia sia a causa di un piccolo problema al polpaccio. Sono invece riuscito a giungere al traguardo nonostante i miei problemi, che oggi mi hanno dato un minimo di tregua».

Quale messaggio vorresti far passare ?

«Il messaggio che voglio far passare è che bisogna muoversi, fare attività fisica, convincersi che la sclerosi multipla si può combattere anche con l'attività fisica oltre ai medicinali e ad un corretto stile di vita. Io sono la dimostrazione che anche con questa patologia grave si può fare tanto, un 'ora e trenta per fare 21 chilometri è un grande risultato. Bisogna capire che muoversi fa molto bene, è inutile stare a casa ed abbattersi perché altrimenti si perde in partenza. Il movimento è un' ottima medicina per la Sclerosi multipla, non lo dico solo io ma anche l'equipe medica del San Raffaele di Milano che mi sta seguendo».

Ti senti un simbolo, un esempio ?

«Sì, mi sento un simbolo ed anche un esempio perché con il mio risultato di oggi posso far capire a chi come me soffre che comunque è possibile vivere una vita "normale", fare dell'attività motoria che fa soltanto bene al nostro fisico debilitato dalla malattia. Le patologie come la mia vanno comprese e conosciute perché c'è un mondo dietro che spesso si gnora».

Vuoi ringraziare qualcuno?

«Innanzitutto Alessandro Lambruschini, amico ed allenatore. Voglio portarlo nel 2016 a Rio de Janeiro alle Paralimpiadi per accompagnarmi, perché vorrà dire che starò bene».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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